Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Il calvario dell’ex Liverpool Ngoo: “Un scontro con Van Dijk mi ha distrutto, fisicamente e psicologicamente”

Il calvario dell’ex Liverpool Ngoo: “Un scontro con Van Dijk mi ha distrutto, fisicamente e psicologicamente” - immagine 1

Un ex Liverpool parla dell'infortunio che si è procurato in un contrasto con Van Dijk. E il problema fisico era diventato soltanto l'ultimo dei suoi problemi.

Redazione Il Posticipo

Nello sport può accadere qualsiasi cosa a chiunque. Si può fare gol e subirlo, far beccare un cartellino a qualcuno o prenderselo. Allo stesso modo si possono fare i falli e subirli. Solo che, per lo stesso motivo, in certi contrasti si può far infortunare qualcuno o rimanere infortunati. È il caso di Van Dijk, che nel 2020 è rimasto a lungo infortunato nel derby del Merseyside in seguito a un intervento fuori tempo di Pickford. Ma sono cose che succedono proprio a tutti e a ritrovarsi dall’altro lato della barricata ci vuole molto poco. A dimostrarlo c'è un ex Liverpool parla dell'infortunio che si è procurato in un contrasto proprio con Van Dijk. E il problema fisico era diventato soltanto l'ultimo dei suoi problemi.

CARRIERA A RISCHIO - Nel 2014, il Liverpool decide di mandare Michael Ngoo in prestito al Kilmarnock, in Scozia. All'epoca, Virgil Van Dijk era il centrale difensivo del Celtic. Quando i due si scontrano, in tutti i sensi, l'attaccante londinese che spesso veniva paragonato a Peter Crouch per la statura (198 cm) resta a terra. Serviranno due operazioni, viti nella caviglia e due anni lontano dal campo per recuperare. "Non mi sono infortunato solo fisicamente. Ero anche distrutto psicologicamente", spiega a Planet Football. "Dopo la prima operazione, lo specialista ha chiarito che se la riabilitazione non fosse andata secondo i piani non avrei più potuto giocare a calcio. L'ha chiarito subito".

Il calvario dell’ex Liverpool Ngoo: “Un scontro con Van Dijk mi ha distrutto, fisicamente e psicologicamente”- immagine 2

RANCORE - E la depressione è dietro l'angolo. "Ho passato un periodo davvero brutto. Salivo in macchina, mettevo della musica e cominciavo dei lunghi viaggi senza meta in autostrada. Poi tornavo a casa. Ero stressato e riflettevo su cosa fare perché credevo che non avrei potuto più dare un calcio a un pallone". È tornato a giocare, fortunatamente, ma prima tra i dilettanti, poi all'Oldham e ora nel Tirana in Albania. Nel 2014, dopo l'infortunio aveva detto: "È volata qualche parola di troppo e poi mi è entrato da dietro. Credo l'abbia fatto apposta", ma dopo le scuse dell'olandese recapitate tramite un amico comune, l'ex City John Guidetti, "Il danno è fatto, non serbo rancore". Del resto, sono cose che purtroppo succedono…