Il Bristol City rovescia il concetto di Fair Play: “Non calciamo la palla fuori”

Il Bristol City rovescia il concetto di Fair Play: “Non calciamo la palla fuori”

L’Inghilterra regala spesso storie originali. Come la decisione del Bristol che, attraverso una mail, ha comunicato a tutti gli avversari che non interromperà il gioco a meno che non intervenga l’arbitro.

di Redazione Il Posticipo

Il Bristol City rovescia, o meglio, rivede,  il concetto di Fair Play. E lo rende chiaro a tutti: attraverso una mail, il club di Championship ha comunicato a tutti gli avversati che nessun giocatore della squadra calcerà spontaneamente il pallone a lato in caso di infortunio di uno dei ventidue protagonisti del match.

SCONTRO –  La notizia, apparsa sul sito del quotidiano locale Bristol Post, è stata verificata…sul campo nel senso più pieno del termine. Durante la sfida con il Leeds (persa 1-3) i padroni di casa non hanno interrotto il gioco nonostante uno scontro di gioco e un avversario rimasto a terra. Difficile che un tipo come Bielsa non pretenda spiegazioni. Arrivate puntuali prima che si accendessero gli animi. Lee Johnson, allenatore del Bristol,  ha candidamente spiegato: “Abbiamo mandato una mail”.

SIMULAZIONI – La scelta nasce da una “moda” diffusasi negli ultimi tempi: trasformare un contrasto di gioco in un’opportunità per fermare l’azione pericolosa. Il Bristol ha voluto porre fine alla cosa, affidandosi alle decisioni dell’arbitro. Come spiega lo stesso Johnson. “Il Fair Play si trasforma in una tattica difensiva. Chi rimane a terra, specialmente se l’azione diviene pericolosa,a volte  simula sperando che qualcuno arresti il gioco. E per questo abbiamo inviato una e-mail a tutti i nostri avversari spiegando che noi non calceremo fuori il pallone in caso di infortuni”.

COERENZA – Spetterà dunque al giudice di gara valutare eventuali entità di scontri. Il Bristol non si fermerà, anche a costo di affrontare l’inferiorità numerica. “A meno che l’infortunio non dipenda da un colpo subito alla testa, continuiamo a giocare. I nostri ragazzi si sono già abituati a difendere ed attaccare in dieci uomini proprio perché anche noi potremmo ritrovarci senza un elemento e con il pallone ancora in gioco”. Simulatori avvisati.

 

 

 

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