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Iheanacho, testa dura: “Mio padre non voleva che giocassi a calcio. A volte le ho prese, ma l’ho convinto”

LONDON, ENGLAND - AUGUST 07: Kelechi Iheanacho of Leicester City celebrates their side's victory after The FA Community Shield Final between Manchester City and Leicester City at Wembley Stadium on August 07, 2021 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il match winner della Community Shield ha una storia molto particolare.

Redazione Il Posticipo

Prima lo studio, poi il calcio. Chi sa se dopo la vittoria in Community Shield il papà di Iheanacho stia ripensando a quando impediva, anche con le maniere forti, al figlio di giocare. L'attaccante del Leicester, decisivo ai fini della vittoria del primo trofeo stagionale contro il City ha dovuto percorrere in salita la  strada per il successo. Il nigeriano lo ha raccontato qualche tempo fa al Sun.

NIENTE PALLONE - Il signor James non era così contento che il piccolo Kelechi passasse le sue giornate a inseguire e tirar calci a un pallone. "Trovo ironico che mio padre sia il mio primo tifoso, dato che ogni volta che mettevo il muso fuori di casa per giocare a calcio mi capitava di... prenderle. Finivo dal lato sbagliato di qualsiasi cosa gli capitasse sotto mano. Oggi ci rido su, ma per come si è evoluta la mia carriera, credo che fosse scritto nel mio destino che dovessi seguire un percorso del genere. Mi rattrista il fatto che mamma se ne sia andata troppo presto. La morte è stata crudele, ma la vita mi dà la possibilità di renderla orgogliosa".

 LONDON, ENGLAND - AUGUST 07: Kelechi Iheanacho of Leicester City celebrates after scoring their side's first goal during The FA Community Shield Final between Manchester City and Leicester City at Wembley Stadium on August 07, 2021 in London, England. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

SVOLTA - James, sia chiaro, era solo un padre preoccupato. Anche Iheanacho ne è consapevole. "Papà preferiva che mi concentrassi su una buona istruzione, perché riteneva il calcio un strada troppo difficile da percorrere e con pochi sbocchi". Il destino però aiuta gli audaci e... le teste dure. La svolta arriva proprio dalla scuola. "Quando un insegnante si presentò a casa per comunicare che ero stato selezionato nella rappresentativa scolastica, papà ne fu felice e acconsentì immediatamente. Ero consapevole che quella sarebbe stata la mia prima e ultima occasione. E ho giocato quelle partite come se fossero le ultime della mia vita. Del resto era l'unica possibilità di dimostrare a mio padre che avrei potuto sfondare nel calcio". Vincendo il suo primo trofeo, ha convinto il signor James. E adesso potranno godersi insieme un'altra vittoria.