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Ibra-Svezia, l’apertura del CT Andersson: “È il miglior giocatore svedese di sempre. Deve dire che vuole tornare, in quel caso starà a me gestirlo…”

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Non è semplice essere Janne Andersson, soprattutto in questo momento. Il CT della Svezia deve fare i conti con la retrocessione nella Lega B di Nations League, ma anche con il caso Ibrahimovic. Il selezionatore non può certo negare che il...

Redazione Il Posticipo

Non è semplice essere Janne Andersson, soprattutto in questo momento. Il CT della Svezia deve fare i conti con la retrocessione nella Lega B di Nations League, ma anche con il caso Ibrahimovic. Da quando il rossonero ha postato la sua foto con la maglia della nazionale, le pressioni pubbliche per richiamarlo, anche viste le prestazioni con il Milan, sono aumentate a dismisura. Andersson però è sempre rimasto coerente con la sua idea: Ibra ha rinunciato alla nazionale nel 2016 e non ha ancora fatto chiaramente sapere di essere pronto a tornare. Detto questo, il selezionatore, come riporta Aftonbladet, non può certo negare che il centravanti del Milan non sia nell'ennesimo momento d'oro della sua carriera.

IMPRESSIONATO - Conoscendolo bene e sapendo perfettamente quello che può dare uno come Zlatan, Andersson non è poi troppo colpito. O se lo è, cerca di non darlo a vedere. "Non posso dire di essere poi così sorpreso. Se sei sorpreso, vuol dire che credevi che non potesse farlo. Ma d'altra parte, sono impressionato, sono enormemente colpito dal fatto che possa continuare ad avere questa fame, spinta e questa qualità in quello che fa. È estremamente impressionante e un grande atleta. È di gran lunga il nostro miglior giocatore di tutti i tempi. È incredibile quello che sta facendo. Non si può che togliersi il cappello e congratularsi con lui per i suoi risultati".

RITORNO - E quindi, perchè niente nazionale? Cosa serve per rivedere Ibra in giallo e blu? "Quello che ci vuole è che lui stesso voglia essere coinvolto. Mi ha chiaramente detto già nel 2016 che non voleva venire in nazionale. E come ho detto più volte, negli anni ho rispettato questa sua scelta. È necessario che lui dica che vuole tornare. In quel caso, starà a me gestire la cosa". Una gestione che si annuncia complicata, viste anche le recenti uscite sui social di Ibra. Il CT però getta acqua sul fuoco. "Non seguo affatto i social media, ma visto che mi chiedete un parere su quello che scrive cercherò di rispondere come meglio posso. Non importa quello che dice e come lo dice, deve vivere la sua vita. So cosa ha detto a me e cosa abbiamo concordato all'epoca. E da allora, non è cambiato nulla nel mio modo di vederlo". Primi segnali di pace da Stoccolma?

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