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Ibra e Raiola, la strana coppia: “F*****o ciccione, nel film su di me ti deve interpretare Danny De Vito!”

Non deve essere certo facile per Zlatan Ibrahimovic dire addio a Mino Raiola.

Redazione Il Posticipo

Amici, prima ancora che legati dagli interessi lavorativi. Non deve essere certo facile per Zlatan Ibrahimovic dire addio a Mino Raiola. Il colosso di Malmo era andato a trovare in ospedale il suo agente, ma con ogni probabilità aveva voluto salutare Mino, prima ancora che uno dei più temuti e capaci procuratori sportivi che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Del resto i due avevano un rapporto più unico che raro.

PAGLIACCIO - Come riportato qualche tempo fa dal Sun, Raiola ha raccontato il suo rapporto con Zlatan nel suo libro. "Raiola. Per i nemici Mino". L'agente aveva un modo tutto suo per motivare il proprio calciatore facendolo arrabbiare. "Dopo l'operazione a Pittsburgh, andavo lì e aprivo le tende tutte le mattine, lo svegliavo e gli dicevo 'andiamo ragazzone, abbiamo del lavoro da fare'. Gli dicevo che faceva finta di essere infortunato, che gli avrebbe fatto molto più male il ginocchio se fosse stata davvero una cosa grave. Dovevo essere forte per il suo bene, facevo il pagliaccio, cercavo di fargli dimenticare l'infortunio senza fargli vedere quanto fossi preoccupato".

DANNY DE VITO - Ma Zlatan, chiaramente, non si faceva mica prendere in giro. Anzi, tenendo fede al suo personaggio, rispondeva per le rime, come conferma lo stesso Raiola. "Mi diceva 'f*****o ciccione, se faranno un film su di me ti deve interpretare Danny De Vito!". Decisamente una riposta alla Ibra. E il fatto che lo svedese sia stato al gioco dimostra che alla fine l'approccio di Raiola sia stato quello giusto. "Io gli rispondevo 'no, f*****o a te'. E tutte le nostre mattine iniziavano così. Mi prendevo cura di lui, lo lavavo e gli davo da mangiare come fosse il mio bambino. E Zlatan ha ragione quando dice che siamo diventati più amici di quanto siamo mai stati. Siamo sempre stati vicini, ma i legami davvero forti si creano quando le cose vanno male, non quando va tutto bene".