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Ianis Hagi: “A Glasgow ambiente ideale. Quante somiglianze fra Gerrard e mio padre”

(Photo by Jan Kruger/Bongarts/Getty Images)

La vecchia conoscenza del calcio italiano si è affermato in Scozia.

Redazione Il Posticipo

Ianis Hagi, vecchia conoscenza del calcio italiano si è affermato in Scozia. Non era facile affrancarsi da un cognome del genere e dimostrare di essere molto di più del figlio di George. Molto, se non tutto, è dipeso dalla presenza di Gerrard, come ammesso dal giovane calciatore in una lunga intervista concessa ad AS.

STAR - Anche Ianis è diventato una star. "Sono molto felice. L'idea è quella di mantenere il primato in campionato e di essere all'altezza in Champions League. Questo è un club speciale al 100%. Il livello potrebbe non essere quello dei primi campionati d'Europa, ma qui non sono ammessi i pareggi, figurarsi le sconfitte. Duro, ma motivante. Anche Glasgow è la citta perfetta per giocare al calcio. La gente ti riconosce, ma non ti asfissia. Purtroppo la pandemia ha impedito al pubblico di essere allo stadio e non ho potuto sentire il clima del calcio scozzese e quello del derby contro il Celtic. In ogni caso ho percepito benissimo cosa significhi l'old firm per il pubblico. Il nostro stadio, fra l'altrom ha un'atmosfera incredibile. Credo faccia parte della lista di posti da vedere nella vita".

GERRARD - Nel processo di maturazione, Gerrard ha sicuramente aiutato. "È un allenatore di prim'ordine. Imparo ogni giorno. Con il suo staff tecnico si prende cura dei minimi dettagli del match e indirizza ogni partita sulla strada giusta. E dalle sue parole è evidente che sia un vincente. Ascoltare i suoi consigli prima di scendere in campo è una grande opportunità. Sono cresciuto con i consigli di mio padre e ho visto molte somiglianze tra la mentalità che hanno entrambi, il modo in cui pensano e il modo in cui si avvicinano a questo sport, agli allenamenti, alle partite".

HAGI - Il cognome comunque pesa. "Cerco di trasformare la pressione in energia ma non posso negare che vi sia un costante confronto. Ogni volta che ho sbagliato qualcosa dentro o fuori dal campo lui è stato il primo a dirmelo e a farmi capire cosa fosse giusto e cosa no. Mi ha aiutato molto anche perché chiude sempre le conversazioni in modo positivo. Sono molto orgoglioso di avere i genitori che ho".