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I tifosi…brindano! Tornano le bevande alcoliche negli stadi durante le competizioni UEFA

Negli stadi d’Europa, finora, la situazione legata alla vendita di bevande alcoliche è stata un pochino complessa: durante le competizioni continentali, ad esempio era vietata. Ora però la UEFA ci ripensa.

Redazione Il Posticipo

C’è chi beve per festeggiare, chi per scaldarsi o rinfrescarsi e chi lo fa per dimenticare. Certo, soprattutto sul divano di casa o davanti alla televisione del bar, una fresca birra è sempre un gradevole accompagnamento alle partite di calcio così come un buon bicchiere di vino si può abbinare ad un pasto. Negli stadi d’Europa, finora, la situazione è stata un pochino più complessa. Per evitare che gli effetti dell’eccesso di alcool potessero causare danni a beni o persone, la vendita di alcolici all’interno degli impianti sportivi era stata vietata dalla UEFA durante le partite delle coppe europee. Ma le cose stanno cambiando.

IDENTIFICAZIONE DI CHI ESAGERA - Probabilmente ci si è accorti che il problema non risiede nell’alcool in sé ma nell’uso scellerato che alcuni individui decidono di farne. Problemi loro? Sì, oltre che per la salute qualora lo stato di ebrezza portasse qualcuno a causare danni, questo verrà facilmente identificato e punito. Poi c’è da considerare che un tifoso che decidesse di entrare in un impianto sportivo dopo aver alzato parecchio il gomito equivale a uno che beve direttamente all’interno della struttura. Quindi?

DIPENDERÁ DA NAZIONE A NAZIONE - Come riportato da AFP, l’agenzia stampa francese, ed Eurosport, il comitato direttivo della UEFA ha deciso di permettere la vendita di alcolici all’interno degli stadi durante le partite di calcio. Chiaramente questo provvedimento va a “consentire” il commercio di tali bibite ma chiaramente non lo impone anzi, sottolinea che tale delibera sarà attuata “in conformità con l’autorità locale e nazionale”. In Francia, per esempio, non cambierà nulla perché ci pensa la legge Evin a vietare il commercio di alcolici negli stadi e anche in Italia la situazione cambierà poco, in ottemperanza alla legge 287/91 che prevede il divieto di vendita di bevande con una gradazione superiore ai 21 gradi. Ronan Evain, capo di FSE (Football Supporters Europe) ha comunque accolto con gioia tale provvedimento commentando l’intera vicenda con un certo sollievo. Secondo il rappresentante dei tifosi di circa quaranta nazioni i tifosi di calcio venivano spesso discriminati rispetto a quelli di altri sport precisando che “non è l'alcool a tracciare il comportamento buono o cattivo dei tifosi”.