I ricordi rossoneri di Coloccini: “Maldini? Un signore. Costacurta non si ritirava mai! E quando i senatori mi hanno tagliato i ricci…”

Fabricio Coloccini non è esattamente ricordato come uno dei migliori acquisti del Diavolo, ma l’argentino ha ottimi ricordi del suo periodo a Milanello. Durante una lunga intervista, l’ex difensore del Milan ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita in rossonero.

di Redazione Il Posticipo

Per molti giocatori, un club come il Milan è un sogno. E chi riesce a indossare la maglia rossonera, anche per un breve periodo, vive esperienze indimenticabili. Fabricio Coloccini non è esattamente ricordato come uno dei migliori acquisti del Diavolo, ma l’argentino ha ottimi ricordi del suo periodo a Milanello. Durante una lunga intervista a Fox Sports, l’ex difensore del Milan, attualmente al San Lorenzo, ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita in rossonero.

MILAN LAB – Uno dei ricordi più vividi è quello delle strutture. Il centro sportivo e soprattutto Milan Lab. Un luogo…da fantascienza. “Il Milan era a un altro livello. Ha Milan Lab, che non so se è ancora così, ma quando c’ero io faceva qualsiasi controllo possibile e immaginabile. Mi ricordo che Crespo si infortunava spesso e non si riusciva a capire perchè. Alla fine è uscito fuori che aveva un batterio nello stomaco che gli consumava non so quale vitamina, solo a Milan Lab glielo hanno saputo dire”.

UNO SPOGLIATOIO IMPORTANTE – Ma quel Milan era molto di più. C’erano leggende del calcio italiano e mondiale, come Maldini. “Un signore. Non parlava tanto, ma quando lo faceva nello spogliatoio tutti quanti stavano zitti. Magari stavano parlando tra di loro, Paolo diceva ‘ascoltate un minuto’ e scendeva il silenzio. C’era lui e anche Costacurta. Io speravo di giocare ma Costacurta ogni anno diceva che non si ritirava, che avrebbe continuato. Quindi sapevo che sarei dovuto andare di nuovo in prestito, ho passato cinque anni così!”. Un gruppo importante, che quando decide una cosa…è quella. “Durante la preparazione, l’anno che sono arrivato, tutti mi dicevano di tagliarmi i capelli. Ma io non volevo, perchè li avevo sempre portati così. E quindi un giorno sono arrivati i senatori, con Ayala e Chamot, mi hanno fatto mettere seduto e mi hanno tagliato i ricci. Sembravo un altro!”.

VESTITI E SOLDI – E poi Coloccini racconta un aneddoto legato al suo arrivo. Quando ci si presenta in rossonero, anche l’occhio vuole la sua parte. E il giovane difensore ha avuto una lezione di moda…da Guly. “Quando sono arrivato al Milan ero in tuta e scarpe da ginnastica, mi ha preso da parte il direttore sportivo e ha chiamato Chamot per farmi la traduzione. Mi spiega che avrei guadagnato parecchio e che avrei anche potuto comprare dei vestiti migliori… Quindi arriva Guglielminpietro e mi dice ‘Colo, domani ti vengo a prendere, andiamo a fare shopping’. Io venivo dall’Argentina e c’erano problemi economici, ero abituato a comprare vestiti non troppo costosi. Ma lui mi ha portato in una boutique di Armani a tre piani, ha preso un carrello di quelli del supermercato e lo ha riempito con qualsiasi cosa trovava. Io ho preso solo un cestino e controllavo tutti i prezzi e dicevo ‘no, costa troppo’. Alla fine ho comprato solo una maglietta bianca a tinta unita e ho chiesto scusa a Guly, gli ho detto ‘mi vergogno di spendere tutti questi soldi per dei vestiti, non sono abituato'”. Insomma, il Milan non si dimentica…

 

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