I problemi…del giovane Beckham: lo stadio del Miami si complica, tra proteste e terreno tossico

Difficile mettere su una squadra dal nulla. Lo sta imparando a sue spese David Beckham, la cui franchigia MLS, l’Inter Miami FC, ha già un nome e un logo, ma non ancora uno stadio. E probabilmente non lo avrà ancora per un po’.

di Redazione Il Posticipo

Mettere su una squadra di calcio…dal nulla non deve essere certamente semplice. E non solo dal punto di vista sportivo, ma anche e soprattutto da quello amministrativo. Devono nascere società, essere rilasciati permessi, bisogna spesso lottare con la burocrazia e contro diversi avversari, a volte più complicati di quelli da superare in campo. Lo sta imparando a sue spese David Beckham, che ha già lanciato in pompa magna la sua nuova franchigia MLS, l’Inter Miami FC, che dovrebbe iniziare la sua esperienza nel campionato nordamericano nel 2020. Il problema è…dove, perchè la squadra, che ha già un nome e un logo, non ha ancora uno stadio.

PROTESTE – E, da quel che riporta il Mirror, non lo avrà ancora per un po’. L’ex capitano dell’Inghilterra dovrà infatti affrontare un giudizio in tribunale sul progetto del nuovo impianto che Beckham vorrebbe costruire su un terreno da trenta ettari nelle vicinanze dell’aeroporto di Miami. Una questione che sta creando parecchi problemi, per un paio di motivi. Il primo è che la nascita avverrebbe nel bel mezzo di quello che è l’unico campo da golf cittadino di Miami, il che creerebbe problemi agli abitanti per praticare il loro sport preferito, con le diciotto buche affiancate da un mega centro commerciale annesso allo stadio. E le proteste al riguardo sono già cominciate quando Beckham ha annunciato il progetto.

TERRENO TOSSICO – Il secondo è che, come riporta il Mirror, parte del terreno…è tossico. Al punto che solamente per la rimozione dei rifiuti, che potrebbero creare problemi, servirebbero 25 milioni di dollari. Una questione che però Beckham, probabilmente, non dovrà neanche affrontare, perchè la votazione, proposta dall’attivista Bruce Matheson, punta a bocciare del tutto il progetto, costringendo lo Spice Boy a cercarsi un altro terreno per il suo stadio. “Non abbiamo bisogno di un centro commerciale nel nostro campo da golf. Il problema è che hanno messo il carro davanti ai buoi. Prima dovevano trovare un terreno adatto, poi parlare di uno stadio. Abbiamo bisogno solo di un paio di voti e poi Beckham dovrà andare a costruire da qualche altra parte”. E chissà se per il 2020 l’impianto sarà pronto…

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