I peccati mortali del Real secondo Queiroz: le tre ‘M’ e…le maglie di Makélélé

Gli allenatori, alla fine di qualche esperienza portano con sé sempre sia molti ricordi belli che brutti. Non è il caso di Carlos Queiroz, che racconta del suo passato al Real Madrid parlando di “peccati mortali”.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono degli eventi nella vita che sembrano casuali. Con il tempo, analizzandoli a freddo, si scopre invece che un filo conduttore c’era, anzi, più di uno. Problematiche spesso ricorrenti. È il caso di Queiroz: le tre ‘M’ (o forse anche cinque), i tre peccati capitali “confessati” riguardo i suoi trascorsi turbolenti sulla panchina del Real Madrid. Ma cosa sono le “tre M”?

L’ARRIVO – Morientes, Makélélé e Milito. Certo, in questi termini non è molto comprensibile. Meglio andare per gradi: quando Queiroz si è seduto sulla panchina del Real Madrid il parco giocatori era qualcosa di straordinario, ma i conti non versavano nelle stesse condizioni di oggi. La società aveva bisogno di vendere e, forse, anche di giustificare alcuni acquisti. Queiroz ha ammesso di aver accettato l’offerta di Florentino Perez di firmare per i Blancos senza troppe riserve: “quando ti vuole il Real Madrid prima firmi e poi pensi”.

LE MAGLIETTE – Forse, però, a posteriori l’attuale allenatore della nazionale iraniana, qualche domanda in più se la porrebbe. Coinvolto nel progetto tecnico della grande squadra, è stato totalmente ignorato per quanto riguardava le operazioni di mercato ed ecco la spiegazione alle tre ‘M’: gli addii di Morientes e Makélélé e il mancato arrivo di Gabriel Milito (e non solo il suo). A quanto pare, il centrocampista francese, Claude Makélélé era troppo poco ‘star’ per giocare nel Real e nel centrocampo dei Galacticos bisognava lasciare spazio a Beckham, perché a differenza sua il francese “non vendeva magliette”. Questa, secondo quanto Queiroz riporta al Tribuna Expresso, era la politica di Florentino Perez. Oltre alle tre M, ecco quindi la quarta: quella di ‘Magliette’.

MILIONI – Ma per il portoghese può andare anche peggio. “Ho parlato con Morientes dopo la Supercoppa e gli ho detto: ‘a martedì!’ e lui: ‘martedì? Mister, ma non sa che mi hanno ceduto al Monaco?’”. Così, Carlos Queiroz apprendeva di non poter contare sull’attaccante. Mentre per quanto riguarda la difesa, Queiroz non aveva proposto solo Gabriel Milito ma anche Luisao e Pepe che “il Real avrebbe preso a un milione anziché a trenta due anni dopo”. Vecchi rancori? No, però da portoghese non può che rimarcare di aver consigliato, proprio nel 2003, alla dirigenza di dare un’occhiata ad un suo giovane connazionale chiamato Cristiano Ronaldo ma… niente da fare! A quanto pare a Perez ancora non interessava troppo la quinta ‘M’: quella di ‘Milioni’.

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