I nomi sulla maglia vanno e vengono, la squadra…no: “Ho portato mia moglie a partorire in Belgio per chiamare mio figlio ‘Feyenoord'”

I nomi sulla maglia vanno e vengono, la squadra…no: “Ho portato mia moglie a partorire in Belgio per chiamare mio figlio ‘Feyenoord'”

Che cosa non si farebbe per amore…della propria squadra? Alcuni genitori danno ai propri figli il nome della squadra del cuore. Nei Paesi Bassi però non si può fare e quindi un tifoso del Feyenoord ha dovuto organizzare un parto molto speciale per chiamare suo figlio come il club…

di Redazione Il Posticipo

Che cosa non si farebbe per amore…della propria squadra? Di storie di ordinaria “follia” a tema calcistico ce ne sono molte e alcune riguardano scelte di nomi un po’ particolari. E non solo in onore dei propri calciatori preferiti, ma anche dando al neonato il nome della squadra del cuore. Qualche esempio? Prima e dopo la Libertadores vinta contro il Boca Juniors, a Buenos Aires sono nati parecchi “River Plate”. In Italia c’è chi, come Viviano, ha chiamato sua figlia Viola in onore della Fiorentina. Nei Paesi Bassi però non si può fare e quindi un tifoso del Feyenoord ha dovuto organizzare un parto molto speciale per chiamare suo figlio come il club.

BRYAN FEYENOORD – Come ha raccontato lo stesso tifoso alla trasmissione radiofonica olandese Mattie & Marieke, la legge olandese non permette di dare nomi simili ai neonati. Dunque, non restava altro da fare che…cambiare paese, anche se solo per far venire il bambino alla luce. “Nei Paesi Bassi è vietato, quindi ho portato mia moglie a partorire in Belgio per poter chiamare mio figlio Feyenoord”. Per la precisione, Bryan Feyenoord. Una storia che risale ai primi anni Duemila e che poteva prendere addirittura un’altra piega. Il tifoso in questione voleva chiamare il bambino con un nome di un calciatore. Leonardo, come Leonardo Santiago, attaccante brasiliano della squadra olandese.

NIENTE LEONARDO – Ma anche in quel caso c’era un problema. “Quando mio figlio stava per nascere, con il Feyenoord giocava Leonardo Santiago. E molte persone che conosco hanno chiamato un figlio così. Ma poi, cos’è successo? Il calciatore se n’è andato, ma i bambini continuavano comunque a chiamarsi col suo nome. E in quel momento ho pensato ‘a me questo non succederà'”. Obiettivo raggiunto, a meno di non cambiare squadra. Complicato, considerando che lo stesso tifoso sostiene anche di essere il padre del celebre bambino tifoso del Feyenoord, l’adorabile frugoletto con la maglia del club…che fa il dito medio ai tifosi avversari. Come si dice, buon sangue non mente…

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