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I 40 anni di Saviola: “L’incoscienza della gioventù mi ha aiutato, non mi sono reso conto di cosa ho vissuto”

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In una intervista rilasciata a Olé il calciatore argentino ha parlato praticamente di tutto.

Redazione Il Posticipo

Di Pibito è rimasto il soprannome. Javier Saviola fa notare i capelli grigi che, all'età di 40 anni, hanno cominciato a spuntare poco fa sui suoi capelli. In una intervista rilasciata a Olé il calciatore argentino ha parlato praticamente di tutto.

CARRIERA

Una carriera straordinaria. "La verità è che forse non mi reso conto della grandezza di quello che stavo vivendo L'incoscienza del ragazzo mi ha aiutato , soprattutto al River e quando sono arrivato a Barcellona quando avevo 19 anni e Ronaldinho 20 o 21. Ronie è uno dei giocatori che mi ha stupito, anche fuori dal campo, ha sempre avuto la filosofia di vivere la vita fino in fondo, sempre con il sorriso. Lo guardavo in faccia e sembra che non ci sia pressione per lui. Con Leo ho giocato il Mondiale del 2006, che resta una spina nel fianco. Molti elementi della squadra erano nei momenti migliori della loro carriera, avremmo potuto centrare la finale".

RIVER

Il rapporto con il River, fortissimoForse sono tornato al River troppo tardi ma volevo giocare ancora in Europa. E tutto sommato avrei potuto continuare qualche anno, mi sono ritirato senza infortuni, ma qualcosa non andava più a livello motivazionale, prima ancora che fisico. Volevo godermi la famiglia, quando ho iniziato avevo 15 anni, e ho iniziato e chiuso nella squadra che tifavo e ho giocato con il mio idolo Ortega. Da compagno di squadra, l'ho invitato a cena e gli ho fatto vedere la mia camera. C'erano tutti i suoi poster e gli ho chiesto di autografarmeli nonostante fossimo già colleghi. Poi siamo diventati amici e abbiamo condiviso tante cose".

ARGENTINA

Spazio anche per parlare di Nazionale. "Scaloni è stata una sorpresa per tutti, si è guadagnato il rispetto con il lavoro e l'umiltà costruendo una squadra molto solida e difficile da battere. Ho buone sensazioni in vista del Qatar. Questa squadra ha giocato ad altissimi livelli, l'importante è che non si perda quando il pallone inizierà a pesare. Ho giocato un Mondiale so quanto sia complicato. Occorre scendere in campo con grandissima umiltà. La presunzione è il peggior nemico in un torneo del genere".