Hubner: “Balotelli non segna per colpa dei compagni. Come quando Higuain era al Milan”

Hubner: “Balotelli non segna per colpa dei compagni. Come quando Higuain era al Milan”

Il centravanti che ha scritto la storia del calcio operaio in serie A ha una sua teoria ben precisa….

di Redazione Il Posticipo

“Balotelli non segna perché i compagni non lo mettono nelle condizioni di farlo”. Pensieri e parole di Hubner, uno che a Brescia, di gol, ne ha fatti e anche parecchi. L’ex centravanti, simbolo della classe operaia in paradiso… calcistico, ha espresso la sua teoria in una intervista rilasciata a Sky Sport.

GRUPPO – Hubner ricorda i tempi trascorsi a Brescia e Piacenza. “Negli anni ’90 c’erano ventidue italiani in gruppo, era molto più facile stringere un legame nello spogliatoio. Adesso si è in cinque o in sei, con venti stranieri non riesci a capirti. Anche nelle abitudini. Quando invece gli stranieri erano pochi, era facilissimo inserirli dentro al gruppo. Io ho segnato tanto, ma devo ringraziare i miei compagni. Ci sono tantissimi giocatori che mi hanno fatto fare gol. E fare anche un nome significherebbe sminuire gli altri”. Anche segnare era più complicato. “In serie A e serie B trovavi quelli che menavano ma solo per modo di dire. Le vere botte le davi e le prendevi in C.

ALLENATORI  – Hubner è arrivato tardi in serie A ma non cerca alibi. “Per la mia maturazione sono stati decisivi in tanti: Guidolin  mi ha messo in riga e mi ha sgrezzato. Mazzone arrivava in campo arrabbiato se vincevi. Se perdevi invece ti faceva ridere”. Andava però rispettato. “Se ti diceva una cosa dovevi farla. Altrimenti si arrabbiava davvero e dovevi salutarlo a 5-10 metri”.

BALOTELLI – Oggi è complicato trovare un nuovo Hubner. “Non mi somiglia molto, ma mi piace Belotti. Si impegna molto. Il più forte centravanti italiani è Immobile, ma qualsiasi attaccante deve avere un supporto. Prendiamo il caso di Balotelli, non si possono pretendere 25 gol da lui. Avrà le sue colpe, ma anche i compagni non sono bravi a mandarlo in gol. Esattamente come  Higuain: al Napoli segnava, alla Juve anche, al Milan no. Non era colpa sua ma dei compagni”.

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