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Honda rivela: “Anche quando ero al Milan volevo andare al Real. Balotelli aveva talento, ma non riusciva a…”

MILAN, ITALY - MAY 21:  Keisuke Honda of AC Milan salutes the fans at the end of the Serie A match between AC Milan and Bologna FC at Stadio Giuseppe Meazza on May 21, 2017 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Da buon globetrotter del pallone, il giapponese può parlare praticamente di qualsiasi cosa. E quindi AS, in una lunga intervista, gli chiede del Real Madrid, del Milan...e di Balotelli.

Redazione Il Posticipo

"Non mi sono ritirato". Lo spiega senza mezzi termini Keisuke Honda, che pure però sembra ormai aver intrapreso a pieno ritmo il mestiere di allenatore. Il suo giro del mondo l'ha portato a giocare praticamente ovunque, ma ora è il CT della Cambogia. Da buon globetrotter del pallone, però, il giapponese può parlare praticamente di qualsiasi cosa. E quindi AS, in una lunga intervista, gli chiede del Real Madrid, del Milan...e di Balotelli.

REAL MADRID - Quello della Casa Blanca resta un sogno non realizzato, anche se adesso il suo connazionale Kubo ci è arrivato... al posto suo. "Sí, volevo giocare al Real Madrid quando ero giovane, perchè tutti i calciatori del Real erano delle stelle: Raúl, Ronaldo, Zidane... Zidane era il mio idolo quando ero bambino, lo imitavo e provavo a giocare come lui. Poi sono cresciuto e ho cambiato stile di gioco, ho conosciuto molti altri calciatori e allenatori e ho imparato a giocare in maniera diversa, ma conta poco, i ricordi di quando sei bambino non cambiano mai. E anche quando ero al Milan, cercavo di arrivare al Real Madrid. Dicevo a me stesso che dovevo fare bene, altrimenti poi non sarei andato al Real. Alla fine non è successo comunque, ma il fatto che giovani giapponesi come Kubo oggi ci riescano mi sta bene, ho passato loro il testimone".

MILAN E BALO - Quella del Milan però non è una tappa come le altre. "Volevo giocare in Serie A, quando ero piccolo il campionato italiano era il migliore e molti grandissimi calciatori giocavano lì tutta la carriera. Mi hanno permesso di esaudire il sogno di giocare in un club come il Milan, una opportunità incredibile. Purtroppo non abbiamo vinto il campionato, anche se era un momento complicato, c'erano problemi economici e non si potevano comprare top player. Forse è proprio per questo che mi hanno preso, ma per me è una cosa positiva e le difficoltà mi hanno reso più forte. I tifosi si aspettavano molto da noi, vista la storia del club, e anche la stampa ci metteva addosso molta pressione. Ma questo mi ha fortificato e ne sono felice". A proposito di pressione, a Milano Honda ha incontrato Balotelli... "Mario è un gran tipo, non la persona che la gente pensa che sia. Il problema è che poteva fare quello che voleva. Noi giapponesi siamo un popolo paziente, lavoriamo sodo e non smettiamo mai di farlo. Cercavo di spiegargli che aveva molto talento, ma che se voleva sfondare doveva lavorare. Mi ascoltava, ma penso non fosse in grado di mantenere il ritmo". Altrimenti...altro che Real Madrid!