Hojbjerg ritrova l’amico Pep: “Avevo 18 anni e mio padre era malato, lui si è messo a piangere e mi ha detto che…”

Per Pierre-Emile Hojbjerg, centrocampista del Tottenham di Mourinho, il catalano è stato un insegnante di calcio, ma non solo. Nel momento più complicato della vita del danese, l’allenatore, allora al Bayern Monaco, è stato vicino a un ragazzo di 18 anni che stava affrontando una prova a cui forse non si è mai davvero pronti.

di Redazione Il Posticipo

Giocare contro il proprio maestro non è mai semplice. Soprattutto se l’allenatore avversario non è uno qualsiasi, ma Pep Guardiola. Per Pierre-Emile Hojbjerg, centrocampista del Tottenham di Mourinho, il catalano è stato un insegnante di calcio, ma non solo. Nel momento più complicato della vita del danese, l’allenatore, allora al Bayern Monaco, è stato vicino a un ragazzo di 18 anni che stava affrontando una prova a cui forse non si è mai davvero pronti. Come riporta il Sun, mentre il danese era ancora una promessa della squadra bavarese, è arrivata una notizia terribile: suo padre Christian è ammalato, un tumore allo stomaco. E ad aiutare Hojbjerg c’è Pep.

GUARDIOLA – “Guardiola mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Ho sentito di tuo padre, mi dispiace tantissimo, parliamone’. E all’improvviso ho cominciato a piangere, gli ho spiegato che ero confuso e spaventato. E lui mi ha detto: ‘devi stare accanto alle persone a cui vuoi più bene e che ti sono più vicino, anche se ti crea qualche problema sul posto di lavoro’. Mi ha detto che ci sarebbe stato sempre per me. E poi ha cominciato a piangere e non sapevo che dire”. Il Bayern si offre per pagare le cure del padre del calciatore, che però non ce la fa. Per Hojbjerg, una mazzata. “Ovviamente mi ha segnato. Il lutto è una cosa complicata. All’improvviso ti accorgi che sei solo, a 18 anni, nel mondo del calcio e devi prendere decisioni che ti segneranno la carriera. Quando hai 18 o 19 anni, non vedi le cose a lungo termine e la persona che ti aiutava a farlo ora non c’è più”.

(Getty Images)

MOURINHO – Per sua fortuna, però, il danese ha avuto modo di lavorare con due tecnici straordinari, anche dal punto di vista umano. E quindi il match tra City e Tottenham per Hojbjerg ha un sapore speciale. Anche perchè scegliere tra lo Special One eil catalano è complicato. “Tatticamente ho fatto enormi passi avanti con Pep. La cosa importante per lui è che capissimo il calcio, che lo leggessimo. Mourinho e Guardiola hanno ancora fame, anche se hanno vinto tutto. Ed entrambi lavorano con una ambizione incredibile. Pep mi ha insegnato ad analizzare il gioco, agli Spurs Mourinho ci ha reso una macchina, di cui sono orgoglioso di far parte”. Ma di certo vedere di nuovo Guardiola riporterà alla mente ricordi della grandezza umana dello spagnolo…

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