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Hoffenheim e Lipsia, le “cenerentole” più odiate del calcio tedesco. Questione di cultura…

Quanto accaduto nella sfida fra Hoffenheim e Bayern Monaco ha suscitato scalpore: una delle partite più assurde della storia della Bundesliga affonda le radici sulla "violazione" del principio culturale del calcio tedesco.

Redazione Il Posticipo

Quanto accaduto nella sfida fra Hoffenheim e Bayern Monaco ha suscitato scalpore: una delle partite più assurde della storia della Bundesliga ha però una spiegazione che affonda le radici sulla "violazione" del principio culturale del calcio tedesco. Il principio è molto semplice: in Germania i tifosi ritengono più importante la storia dei successi. Chi ha fatto la storia del campionato, è ben accetto. Chi proviene da realtà sconosciute, peggio se sospinto da copiosi investimenti finanziari, non è amato,

HOFFENHEIM - L'Hoffeheim è di proprietà di  Hopp, fondatore e proprietario di una società che produce software.  L'acquisizione della società e l'immissione di cospicui capitali ha permetto al "piccolo" Hoffenheim, di scalare rapidamente le vette del calcio tedesco. Nessuna irregolarità, sia chiaro. Solo una evidente disparità rispetto alla concorrenza, legata al... portafoglio. L'Hoffenheim, fondato nell'omonimo sobborgo, sino al 1999, giaceva in Verbandsliga, una sorta di Eccellenza, prima dell'ingresso del magnate. Da allora, tutto è cambiato. Inizia la scalata dalle divisioni regionali alla Bundesliga, completata in soli 10 anni, grazie a cospicui investimenti. Quanto basta per essere considerato "impuro" perché arrivato ad altissimi livelli solo grazie a cospicui finanziamenti e non a meriti sportivi.

LIPSIA - Sino a pochi anni fa, l'Hoffenheim era la squadra più odiata di Germania proprio per questa "ascesa" fuori controllo... sportivo. Poi a... scavalcarlo e distaccarlo ha provveduto il Lipsia, che il doppio aggravante. Arrivata ad altissimi livelli senza "storia" e con la spinta di una multinazionale. Inaccettabile. Questione di cultura calcistica "vecchie maniere". Il tifoso rifiuta l'idea che una squadra senza tradizione storica, ma sospinta solo dagli investimenti economici, possa scalare le vette del calcio tedesco. Insomma, la favola di Cenerentola è apprezzata, ma sino a un certo punto.