Hoeness, le lacrime di un duro: “In carcere ho pianto come un bambino. Ma i tifosi sanno che mi sono fatto il c**o per il Bayern”

Hoeness, le lacrime di un duro: “In carcere ho pianto come un bambino. Ma i tifosi sanno che mi sono fatto il c**o per il Bayern”

Un duro, dentro e fuori dal campo. La descrizione perfetta di Uli Hoeness, presidente uscente del Bayern Monaco. Eppure anche i duri hanno momenti di disperazione, come ha raccontato lo stesso numero uno dei bavaresi. Come quando ha passato quasi due in prigione per evasione fiscale.

di Redazione Il Posticipo

Un duro, dentro e fuori dal campo. La descrizione perfetta di Uli Hoeness, presidente uscente del Bayern Monaco. Uno che, per usare le parole dell’AD del Borussia Watzke, “ti passa sopra come un camion” per il bene del suo club. Eppure anche i duri hanno momenti di disperazione, come ha raccontato lo stesso numero uno dei bavaresi a 51, la rivista ufficiale del Bayern. Il giorno dell’addio, il 15 novembre, si avvicina sempre di più e Hoeness torna su alcuni momenti che lo hanno particolarmente segnato. Come quando, dopo una condanna a tre anni e mezzo per evasione fiscale, ne ha passati quasi due in prigione. Un’esperienza indimenticabile, in tutti i sensi.

CARCERE – “Il mio errore più grande è stata l’evasione fiscale.  Ne sono profondamente pentito e le critiche che ho ricevuto sono assolutamente giustificabili. E nei momenti difficili ricordo le storie di alcune delle persone che ho visto in carcere. Un giorno un mio compagno di cella è rimasto lì nonostante fosse libero di lasciare la prigione, perchè non sapeva dove andare. Ed esperienze del genere ti segnano”. Soprattutto quando arrivano dopo una gioia sportiva incredibile, la vittoria della Champions nel 2013, qualche mese dopo l’arresto e prima di pagare il debito con la giustizia. “Quella sera sapevo che sarei andato in prigione. C’era Ribery che piangeva e i tifosi cantavano il mio nome, è una cosa che mi ha davvero commosso. E alcune delle lettere che ho ricevuto in carcere erano così commoventi che ho pianto come un bambino nella mia cella”.

49 ANNI – Dunque, una storia d’amore lunga quasi mezzo secolo sta per terminare. Hoeness non può che essere soddisfatto del suo operato, sia come calciatore che come dirigente. Ma anche…come supporter dei bavaresi. “Quando guardo fuori dalla finestra alla mattina, sono contento di questi 49 anni al Bayern. Non rimpiango neanche una cosa e devo tutto a questo club, non solo perchè mi ha dato un lavoro, ma perchè mi ha fatto sentire il tifoso numero uno. E non provo nient’altro che profonda gratitudine per questo”. Certo, c’è sempre qualcuno pronto a criticarlo per il suo operato. Ma Hoeness non se ne preoccupa. “Le critiche mi fanno sorridere. Credo che i tifosi sappiano bene che in fondo mi sono fatto un c**o così per loro”. Difficile dargli torto…

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