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Hidalgo, dalla Masia con Messi…all’India con Matrix: “Materazzi? Un pazzo, divertentissimo. Nessuno si aspettava che Leo…”

Il calcio è pieno di giovani calciatori che si fanno le ossa in grandissimi club e poi non emergono. Ma che hanno tantissime storie da raccontare, tra compagni delle giovanili che diventeranno famosi e i big che si ammirano in prima squadra. E...

Redazione Il Posticipo

Il calcio è pieno di giovani calciatori che si fanno le ossa in grandissimi club, ma poi non emergono. Il che però non impedisce loro di avere tantissime storie da raccontare, tra compagni delle giovanili che diventeranno famosi e i big che si ammirano in prima squadra. E quindi, per quanto sconosciuto, Cristian Hidalgo di cose da dire ne ha eccome. Per lui appena una partita con il Barcellona, prima di dire addio al club catalano. Ma, come racconta a Goal, tante esperienze indimenticabili. Come quelle fatte poi in India...con Materazzi.

MASIA - Crescere alla Masia è un po' un marchio di fabbrica. E oggi come allora, al Barcellona si insegnava non solo a giocare a calcio, ma anche a vivere."Ai giovani venivano trasmessi determinati valori come l'umiltà e il rispetto, ma per il resto non dovevamo preoccuparci di nulla. La squadra aveva così tanti giocatori di personalità come Puyol, Fernando Navarro, Xavi o Iniesta, che sapevamo com'era passare da La Masia alla prima squadra e giocare in mezzo alle stelle mondiali". Il classe 1983 ha visto crescere anche un ragazzino...dal futuro luminoso. Leo Messi. E Hidalgo era seduto in panchina il giorno dell'esordio della Pulce."Tutti nel club sapevano che un giorno sarebbe stato un ottimo giocatore. Ma il migliore di sempre? No. Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Era molto timido, molto introverso, parlava solo quando era necessario. Ma, giocando e segnando, si è sciolto un po' e ha iniziato a scherzare di più".

CAMPIONI - Chi di scherzare non ha mai smesso è, ovviamente, Ronaldinho. E Hidalgo racconta di una burla diretta proprio a lui. "Non dimenticherò mai quando entrammo nella sala conferenze del nostro hotel prima di una partita di campionato e tutti si sedettero ai propri posti. Alla fine era rimasta solo una sedia: quella di Ronaldinho. E quando entrò nella stanza, improvvisamente mi puntò il dito contro e mi accusò di essere seduto al suo posto. Io mi alzai intimidito. Alla fine, era solo uno scherzo e tutti iniziarono a ridere. Ci prendeva sempre in giro". Ma anche dopo aver lasciato il Barcellona, ci sono stati incontri speciali. Come quelli in India, al Chennayin, allenato...da Marco Materazzi. "Un pazzo, ma assolutamente divertente. La sera ci sedevamo spesso con lui e Alessandro Nesta. A volte ho pensato tra me e me: ora sei seduto a un tavolo da pranzo con due campioni del mondo italiani che scherzano continuamente. Era un po' strano. Quel campionato era molto popolare tra le ex stelle europee. C'erano anche Robert Pires, Nicolas Anelka, Alessandro del Piero, Joan Capdevila e altri".