Heynckes: “Sanz un galantuomo. Dopo la finale di Amsterdam con la Juve…”

Heynckes: “Sanz un galantuomo. Dopo la finale di Amsterdam con la Juve…”

Jupp Heynckes ha condiviso momenti importanti con il presidente Lorenzo Sanz e lo racconta alla rivista Kicker, anche attraverso un aneddoto significativo.

di Redazione Il Posticipo

Jupp Heynckes e Lorenzo Sanz. Un legame saldato dalle vittorie. Il tecnico tedesco era l’allenatore del Real Madrid ai tempi della conquista della settima Champions League della storia della casa blanca. I due hanno condiviso tante vittorie, ma anche diverse esperienze anche extracalcistiche.

LA NOTIZIA – L’ex tecnico di Bayern e Real Madrid ha raccontato alla rivista Kicker il proprio dolore per la scomparsa dell’imprenditore spagnolo:  “Un amico spagnolo mi ha informato della morte di Lorenzo Sanz. Il coronavirus gli è costato la vita. Ero già stato informato che era malato. Aveva la febbre, ma inizialmente non voleva andare in ospedale perché diceva che la cura era più urgente per gli altri pazienti. Questo atteggiamento nobile distingueva questo brav’uomo. Era un uomo con una personalità impressionante“.

ANEDDOTO  – Per raccontare meglio le sfaccettature del carattere del suo ex capo, il tedesco rivela uno degli aneddoti che ha vissuto con lui dopo la finale di Amsterdam: “Dopo la finale di Amsterdam e il ritorno a Madrid all’improvviso mia moglie si ammalò: appena un’ora dopo il suo ricovero in clinica, il presidente Sanz era seduto accanto al letto con sua moglie e la signora Sanz si offrì di passare l’intera notte nella sua stanza”.

APPELLO –  Il tecnico tedesco chiude con un appello. “Ho dei bei ricordi di quella famiglia. Basti pensare che uno dei suoi figli giocava nel Real, ma non ha mai preteso un trattamento speciale, consapevole che Hierro e Sanchis erano più forti. Quando ha giocato però, si è sempre impegnato al massimo. E mai una polemica. Voglio mandare tutto il mio incoraggiamento a  tutta la famiglia. Questa pandemia è terribile: è incredibilmente deprimente che le famiglie non possano accompagnare i loro cari nelle loro ultime ore e non possono neanche dir loro addio. È una tragedia immane,  globale. Ecco perché rinnovo ancora una volta il mio appello. Rispettare le regole! Restate a casa!“.

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