Heskey spiega…l’egoismo di Salah: “Momo vuole togliere i gol a tutti gli altri per farli lui. I compagni non saranno contenti, ma…”

Segnare, segnare e ancora segnare. Se si chiedesse a Momo Salah quali sono le sue priorità, l’egiziano non avrebbe dubbi. Da qualche anno, per l’egiziano il gol è diventato una vera e propria ossessione, che gli ha creato la fama di “egoista”. Ma l’ex Liverpool Heskey spiega che i compagni non dovrebbero arrabbiarsi…

di Redazione Il Posticipo

Segnare, segnare e ancora segnare. Se si chiedesse a Momo Salah quali sono le sue priorità, in stile…Gareth Bale, l’egiziano non avrebbe dubbi. Dopo l’esperienza alla Roma, in cui aveva molte occasioni ma non sempre riusciva a trasformarle in gol, l’attaccante del Liverpool si è scoperto bomber di razza. La sua prima stagione ad Anfield, quella da 44 reti tra Premier League e altre competizioni, è stata clamorosa, ma non gli ha comunque permesso di vincere la Scarpa d’Oro, che è finita a Barcellona nella bacheca di Leo Messi. E da quel momento per l’egiziano il gol è diventato una vera e propria ossessione, come spiega Emile Heskey.

EGOISTA – L’ex bomber del Liverpool ha detto la sua a Sky Sports riguardo…l’egoismo di Salah. “Sappiamo tutti che Salah insegue sempre la Scarpa d’Oro, che vuole continuamente segnare. Ci sono volte in cui un attaccante meno egoista può guardarlo e dire ‘perchè non l’hai passata?’. Ma è quello che succede con tutti quelli che segnano 20-25 gol a stagione. Hanno sempre questa volontà di sfruttare ogni occasione, di segnare a ogni pallone. Vogliono toglierti i gol e non vogliono che tu porti loro via quel momento in cui segnano di continuo, perchè è quello che li rende speciali. Ecco come Salah è diventato, pur essendo un’ala, il cannoniere che è. E credo che debba continuare così”.

COMPAGNI – Ma da attaccante che ha sempre giocato più per la squadra che per i gol, Heskey spiega anche che è normale che i compagni di reparto non la prendano bene. E se Firmino non si è mai posto il problema, Manè ha discusso spesso con il collega e anche il nuovo arrivato Jota dovrà abituarsi. “Ovvio che i compagni non possono esserne felici, ci sta che capiti qualche discussione durante l’intervallo o a fin partita. Ma è qualcosa a cui non bisogna pensare troppo, non conviene rimuginarci sopra perchè c’è sempre da giocare di nuovo. A fine partita puoi metterti a tavolino e discuterne. Come quella litigata con Manè l’anno scorso, se la sono fatta passare. Ti stringi la mano e vai avanti”. Chissà se Manè è così d’accordo con l’ex centravanti…

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