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Henry, il Monaco piange…ma l’educazione viene prima di tutto

(Photo credit should read VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Il club francese non se la passa bene: in Ligue 1 è in zona retrocessione e il cammino in Champions è finito senza essere mai cominciato. Sul campo butta male, ma l'ex leggenda del club ha anche qualche motivo extra-calcistico per lamentarsi...

Redazione Il Posticipo

Thierry Henry, un nome e una garanzia, ma soprattutto una leggenda scelta per risollevare un club che non ha smesso di amare. Il tecnico francese, medaglia di bronzo al Mondiale come vice di Martinez sulla panchina del Belgio, sperava di riuscire a ribaltare il Monaco ereditato da Leonardo Jardim. Ma dopo due mesi la scommessa fatta dal club monegasco non ha sortito gli effetti sperati: penultimo posto in campionato e fanalino di coda nel girone di Champions con Atletico, Borussia Dortmund e Bruges, che significa niente Europa. Ma a quanto pare per il tecnico francese ci sarebbero anche altri problemi da risolvere... quelli comportamentali!

BENOIT, NON SI FA - Una conferenza stampa alla vigilia di una partita utile solo per il calendario può aiutare a capire come funziona uno spogliatoio? Sì: lo mostra quanto accaduto dopo la presentazione della sfida tra Monaco e Borussia Dortmund. Al termine dell'incontro coi giornalisti, Thierry Henry e Benoit Badiashile, difensore classe 2001, si sono alzati per abbandonare la sala ma il talentino lo ha fatto... senza senza rimettere a posto la sedia! Un gesto che ad Henry non è affatto sfuggito: il tecnico ha incenerito con lo sguardo il ragazzino, prontamente tornato sui suoi passi per  porre rimedio alla brutta dimenticanza.

LAVORO E DISCIPLINA - Thierry Henry ha volta al volo l'occasione per ribadire, con un semplice sguardo, un aspetto fondamentale del suo modo di fare calcio: prima di tutto vengono la disciplina, l'educazione e il rispetto nei confronti degli altri. Che siano giornalisti o compagni di squadra non fa differenza. Non stupisce che a comportarsi così sia uno come lui, leggenda dentro e fuori dal campo per oltre vent'anni. Insomma, prima il bastone e poi la carota: così i risultati arriveranno.