Hazard: “Per fortuna c’è la mia famiglia. Ammiro Zidane sin da ragazzo quando vedevo giocare la Francia”

Il belga ha concesso una lunga intervista parlando anche del suo calvario al Real.

di Redazione Il Posticipo

Hazard, una fortuna nella sfortuna. Il calciatore belga sta vivendo un autentico calvario al Real Madrid e ne parla in una lunga intervista a On The Front Foot e ripresa da AS. Il calciatore ha trovato conforto nella sua famiglia e nella assoluta e incondizionata ammirazione per il suo tecnico.

FAMIGLIA – Non è un periodo facile. “Mi ritengo comunque una persona fortunata. In questo momento devo restare a casa e la mia famiglia mi aiuta molto. Per certi versi infortunarsi non è la fine del mondo perché posso passare del tempo con i miei figli . Se vivi da solo può essere dura, ma la mia famiglia mi sostiene. La loro presenza mi aiuta a lavorare per guarire più velocemente, ma gli infortuni che ho subito richiedono tempo per guarire . Devo solo aspettare, lavorare sodo. e migliorare. Intanto mi godo i miei affetti”.

ZIDANE – Non solo la famiglia. Hazard ha trovato nel Real Madrid un punto di riferimento. Così come lo è sempre stato. “Quando ero ragazzo il Belgio non era una nazionale competitiva come adesso. E la squadra che seguivo di più era la Francia di Zidane ed Henry. Ammetto che sia difficile per me ammetterlo, considerato il mio passato al Chelsea, ma all’epoca mi piaceva molto l’Arsenal. E adesso anche  la Ligue 1 è fantastica perché ha Neymar o Mbappé. Noi in Belgio siamo fortunati ad avere questa grande generazione perché ha incoraggiato più persone a giocare a calcio. E grazie anche agli investimenti sulle strutture  possiamo provare a far crescere più giovani “.

FUTURO – Il belga, nonostante la serie incredibile di infortuni che lo stanno perseguitando non ha comunque neanche pensato al ritiro. Anzi, è ansioso di riprendersi per dimostrare il suo talento in Spagna. “Spero di giocare a calcio il più a lungo possibile. Quando arriverà la fine della mia carriera potrò guardarmi indietro e vedere i miei successi ma la mia priorità adesso. Non so dove sarò nei prossimi anni, cercherò di concentrarmi sulla prossima partita e sul prossimo allenamento. Ho appena compiuto 30 anni, il mio corpo, nonostante tutto, sta ancora bene. Posso giocare almeno altri cinque o sei anni”.

 

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