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Hazard a Madrid ormai…è una barzelletta: “Rientra, chissà che l’undicesima non sia la volta buona”

(Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

Ogni volta che il belga torna in campo, dopo poco tempo è costretto a fermarsi di nuovo. E questa storia è diventata un po'...una barzelletta, al punto che persino AS, non certo tacciabile di tendenze antimadridiste, fa parecchia ironia al riguardo

Redazione Il Posticipo

Quando è arrivato a Madrid, per Eden Hazard è stato subito evidente che l'eredità di Cristiano Ronaldo sarebbe stata tutta sulle sue spalle. Il che sarebbe un problema per chiunque, ma se qualcuno poteva provare a far dimenticare il cinque volte Pallone d'Oro alla Casa Blanca, quello doveva essere il belga. Pagato tanto, tantissimo, considerando che nella stagione successiva sarebbe andato a parametro zero e che fino a quel momento 100 milioni (almeno secondo le cifre ufficiali) dal Real erano stati spesi solo per Bale. Però alla fine sembravano tutti contenti: il calciatore aveva realizzato un sogno, Zidane aveva ottenuto un talento che ha sempre apprezzato e il club aveva portato l'ennesimo Galactico al Bernabeu.

IRONIA - Poi però sono arrivati gli infortuni. Un qualcosa che nella carriera di Hazard c'è sempre stato, ma che ora gli sta impedendo di dimostrare il suo valore a Madrid. Ogni volta che il belga torna in campo, dopo poco tempo è costretto a fermarsi di nuovo. E in pratica questa storia è diventata un po'...una barzelletta, al punto che persino AS, non certo tacciabile di tendenze antimadridiste, fa parecchia ironia sulla convocazione del numero 7 per il match tra i Blancos e un agguerrito Betis Siviglia. "Rientra Hazard, chissà che l'undicesima non sia la volta buona". Non esattamente il titolo migliore per accogliere il ritorno del belga, anche in previsione delle semifinali di Champions League contro i suoi ex compagni di squadra del Chelsea. Allo stesso tempo, però, vedendo la storia clinica di Hazard al Real, ironia quasi comprensibile.

CIRCOLO VIZIOSO - Il belga ormai, da quando è nella capitale spagnola, sembra abituato a passare più tempo a casa e in infermeria che in campo. Il suo calvario è iniziato appena arrivata la firma con gli spagnoli, visto che ha saltato i primi match per un infortunio muscolare. Poi sono iniziati i problemi importanti dopo lo scontro con Meunier nella sfida con il PSG. Il contrasto con il connazionale gli ha causato un problema alla caviglia destra superato innescando poi altri due infortuni, uno al perone e l'altro al piede che gli hanno fatto saltare l'intera stagione. Il 2020/21 è iniziato sulla falsariga della scorsa stagione: prima un infortunio muscolare, poi il contagio e l'assenza per Covid-19. Dopodichè, altri tre stop con due tentativi andati a male di rientrare in campo. Il tutto, con la paura di saltare l'Europeo, perchè come ha detto il medico del Belgio, questo rischia di essere un circolo vizioso. Se poi ci si mettono anche i giornali a prenderlo in giro...