Hasenhuttl spara contro i videogiochi: “Per i calciatori sono come l’alcolismo e la dipendenza da droghe”

Ralph Husenhuttl, allenatore del Southampton, parla dell’uso eccessivo dei videogame da parte dei calciatori professionisti. E la tendenza dei giovanissimi a dedicarsi a quest’attività non sembra per nulla piacergli!

di Riccardo Stefani

Una volta, bambini e ragazzi giocavano in maniera molto diversa. Si giocava all’aria aperta, si correva, si sudava e si socializzava molto di più. I tempi, però, cambiano e con l’arrivo dei videogiochi è cambiato molto il modo di percepire il proprio tempo libero. Bastano una console e un controller e si può essere catapultati in qualsiasi universo e contesto ludico. La speranza, però, è che se ne faccia un uso equilibrato. Secondo l’allenatore del Southampton, Ralph Husenhuttl, l’uso eccessivo di videogame da parte dei calciatori professionisti (e non solo) è come…. l’alcolismo.

UN PROBLEMA – In un certo senso, il tecnico lancia un appello: bisogna che i giocatori arrivino ad ammettere di avere un problema. Non tutti lo capiscono, però. Come testimoniano le dichiarazioni che l’allenatore del Southampton ha rilasciato a SkySports: “Il gioco eccessivo è qualcosa a cui opporsi e lo farò, come ho fatto nel mio club precedente, al Lipsia. Abbiamo avuto qualche problema con qualche giocatore in passato: giocavano fino alle tre del mattino prima delle partite. Devi essere attivo e proteggerli da questo perché non si tratta di un piccolo problema“.

PROTEZIONE – In effetti, nella stagione in corso si è parlato spesso di questa problematica, soprattutto riguardo al prodigio del Barcellona, Ousmane Dembélé. Anche nel caso del francese la sua ‘devozione’ ai videogiochi lo portava a fare spesso tardi agli allenamenti e ad andare a dormire a notte tarda. L’allenatore austriaco continua: “Ad essere onesti, è come l’alcolismo e la dipendenza da droghe, o qualcosa del genere. È qualcosa dalla quale si diventa dipendenti e bisogna assolutamente proteggere i calciatori; è qualcosa che dobbiamo fare come club“. Certo, il proposito del tecnico è nobile ma cosa significa proteggere i propri atleti? “Proteggerli significa che abbiamo il compito di aiutarli a non passare troppo tempo sui videogame. Sarò sempre attivo in questa direzione“. Il problema è…come fare. Husenhuttl staccherà la corrente dopo mezzanotte nelle stanze dei Saints?

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