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Harry Kane ammette: “Devo parlare con Levy. Voglio giocare in Champions per vincerla. Non riuscirci mi irrita”

ZAGREB, CROATIA - MARCH 18: Harry Kane of Tottenham Hotspur looks dejected following defeat in the UEFA Europa League Round of 16 Second Leg match between Dinamo Zagreb and Tottenham Hotspur at Stadion Maksimir on March 18, 2021 in Zagreb, Croatia. Sporting stadiums around Europe remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Jurij Kodrun/Getty Images)

Il centravanti del Tottenham ha ammesso le proprie intenzioni. Vuole andarsene.

Redazione Il Posticipo

Harry Kane al passo d'addio. Il giro di campo davanti a i suoi tifosi aveva già alimentato i sospetti, divenuti delle sommarie certezze dopo l'intervista rilasciata a Gary Neville. Il centravanti del Tottenham e della nazionale inglese ha ammesso che avrà una conversazione con Levy e la dirigenza degli spurs per parlare suo futuro. Evidentemente lontano dal North London. Le parole sono riprese da football.london in seguito alla chiacchierata fra l'attaccante e l'ex calciatore dello United per The Overlap, canale youtube dell'opinionista.

ADDIO - L'addio è dietro l'angolo. Dettato anche da una comprensibile frustrazione. "Sicuramente incontrerò Levy perché è vero, voglio giocare per vincere qualcosa di importante. In questa stagione sono rimasto a guardare la Champions League, e altre squadre inglesi protagoniste. Voglio essere coinvolto anche in queste situazioni, giocare quel tipo di partite. Credo sia arrivato un momento della mia carriera in cui devo pensare al futuro. Levy è fantastico, mi ha sempre gratificato dal punto di vista economico, abbiamo sempre avuto un buon rapporto. E credo che valuterà l'idea, qualora dovesse ottenere 100 milioni dalla mia cessione, di non opporsi. Del resto non varrò così fra due o tre anni".

TROFEI - Kane ama il Tottenham, ma è il momento di voltare pagina. "Non voglio arrivare alla fine della mia carriera ed avere rimpianti. O sentire la critica dire che ho fatto parecchio ma non abbastanza per essere all'alezza dei top player. Non ho mai detto che sarei rimasto agli Spurs per sempre. Ho altri sette o otto anni davanti a me. Più o meno quello che ho giocato sinora in Premier League. Non ho paura di dire che voglio essere il migliore. Voglio vincere trofei, segnare 50 gol a stagione. So cosa vuol dire impegnarsi giorno dopo giorno. Lavorare sodo in palestra. In allenamento per cercare di vincere. Il fatto che non sia successo non significa che sia stato svolto un lavoro peggiore degli altri.  Con Il Tottenham non siamo stati in grado di superare il limite, anche ho vissuto dei momenti fantastici, ma ovviamente la mia professione è vincere. E mi irrita il fatto che non l'abbiamo fatto".