Sarri, da profeta a catechista

Il tecnico toscano da profeta del calcio spettacolo si trasforma in…catechista, chiedendo attenzione e senso pratico. Il Napoli rivisto e corretto riparte da Hamsik e Milik.

di Redazione Il Posticipo

Sarri da profeta del 4-3-3 a…catechista. Il tecnico toscano  ha tenuto a rapporto la squadra per una buona mezz’ora, in cui avrebbe spiegato e ascoltato dubbi e perplessità. L’eredità di questa lunga chiacchierata? In primis, un cambio di mentalità. Non ci si rassegna. Specialmente dopo la batosta subita dalla Juventus in Champions. I bianconeri distanti quattro punti, potrebbero pagare l’eurotassa. E il Napoli non dovrà farsi trovare impreparato qualora la sconfitta con il Real abbia lasciato degli strascichi.

Un’attenzione diversa

Sarri si sarebbe soffermato, in particolare, su modulo e atteggiamento. Il tecnico pretende una attenzione diversa, specialmente sui calci piazzati. Il Napoli, per conformità fisica, ha un problema atavico nella fase difensiva sulle palle inattive. Solo Koulibaly è in grado di svettare e dominare l’area. Gli altri devono ovviare con senso della posizione e rispetto delle marcature. Capitolo secondo: la stanchezza. La squadra, come spesso accade in aprile, mostra un certo appannamento fisico che incide, eccome, anche sugli errori e nell’intensità di palleggio. Ecco perché allenatore e giocatori potrebbero suggellare un nuovo patto. Un cambio di modulo che permetta una maggiore rotazione di uomini e soluzioni. Senza mugugni. Una sorta di “patto di solidarietà” per riposare a turno e rendere meglio. In questo senso, l’idea è il passaggio definitivo al 4-2-3-1.

Il turno di Hamsik e Milik

Nel nuovo modulo Hamsik e Zielinski si potranno alternare alle spalle di Mertens e, sopratutto, Milik. Il polacco, complici le ripetute soste in infermeria, è il più fresco. E ha tantissima voglia di giocare. La sua presenza in avanti libera fra l’altro Insigne dalla responsabilità di sdoppiarsi nel ruolo di esterno e bomber. Chiedergli i gol, oltre che assist al bacio e sacrifici difensivi, è troppo. Dunque, meglio largo e libero di seguire istinto e talento sempre al servizio della squadra. Nel nuovo modulo, fra l’altro, Hamsik giocherebbe più vicino alla porta e perpendicolare al centravanti. Un ruolo già ricoperto con Benitez e Mazzarri con grande efficacia. Lo slovacco, avvicinato alla porta, può liberare il suo tiro e offrire anche altre soluzioni avendo la possibilità di allargare il gioco, imbucare per il centravanti o fonrire l’assist per il taglio dell’esterno. Insomma, il Napoli cambia pelle, ma non intenzioni. Si prova a vincere, sino a che l’aritmetica lo consente.

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