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Hakimi: “Ho scelto Parigi anche perché c’è una comunità araba. Sono grato a Zidane, non voleva andassi via…”

COMO, ITALY - SEPTEMBER 15:  Achraf Hakimi of FC Internazionale looks on during the Pre-Season Friendly match between FC Internazionale and Lugano at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti on September 15, 2020 in Como, Italy.  (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

L'esterno del PSG  ha ripercorso il suo passato al Madrid, la sua carriera, i suoi momenti migliori e come ha vissuto questi primi mesi al PSG.

Redazione Il Posticipo

Hakimi a tutta... fascia. L'esterno del PSG  ha rilasciato un'intervista a L'Equipe in cui ha ripercorso il suo passato al Madrid, la sua carriera, i suoi momenti migliori e come ha vissuto questi primi mesi al PSG. "Perdona" Zidane, è felice di giocare con Messi e del rapporto che si è instaurato con la pulce e Mbappé. E fa un po' arrabbiare i tifosi dell'Inter.

PARIGI - Hakimi riparte da Parigi. Da miglior esterno del mondo. "Non so se sia così, ho ancora 22 anni, anche se non sembra. Ho giocato in tanti club e diversi paesi, ho lo status di giocatore esperto ma tanti anni davanti a me. Voglio godermeli e imparare. Ho scelto il PSG perché è un grande club e sono già sicuro di non aver sbagliato. Abbiamo un dream team e sono felice di farne parte. Sono già molto amico con Mbappé, abbiamo la stessa età e interessi simili. Non mi aspettavo di vedere Messi. Mi ha colpito molto: è un ragazzo molto tranquillo e semplice. Giocarci insieme è fantastico: il pallone arriva esattamente dove immagini e con i "giri" giusti".

ZIDANE -  Il Real resta un rimpianto ma Hakimi ha "perdonato" Zidane. "Ho un enorme rispetto per lui. Si è fidato di me, mi ha permesso di giocare in una squadra incredibile e ho vinto la Champions League. Ho imparato molto da lui. Quello che è successo nel 2020 non ha nulla a che fare con lui. Ci sono stati  altri aspetti, legati in particolare al Covid e al Real Madrid, che mi hanno fatto partire. Ho avuto con lui una conversazione che rimarrà tra noi. La pensava diversamente".

SCELTA - A Parigi per vincere, ma non solo. "I miei genitori hanno lasciato il Marocco per la Spagna e si sono sacrificati moltissimo. Il loro esempio mi ha spinto a impegnarmi duramente e adesso sono orgoglioso di poterti aiutare a vivere comodamente. Sono molto legato al mio paese, la mia cultura è e resta marocchina, la prima convocazione è arrivata quando avevo 14 anni non ho mai pensato ad altro e uno dei motivi per cui sono venuto a Parigi è la comunità araba. Sapevo culturalmente che mi sarei sentito a casa".