Haaland, un poker…non è abbastanza: “Sono arrabbiato con Favre, ho fatto solo quattro perchè mi ha cambiato”

Doveva essere la serata di Youssoufa Moukoko, che ha esordito in Bundesliga a 16 anni e un giorno, polverizzando il record precedente di Sahin. Ma persino nel giorno in cui viene scritta la storia del campionato tedesco, c’è chi riesce comunque a prendersi i riflettori. Haaland festeggia il Golden Boy con un poker e…sbuffa.

di Redazione Il Posticipo

In teoria, dalle parti di Dortmund, doveva essere la serata di Youssoufa Moukoko. L’attaccante camerunese ha esordito in Bundesliga a 16 anni e un giorno, polverizzando il record precedente di Nuri Sahin e stabilendo un primato che, se le regole non verranno cambiate ulteriormente, resisterà parecchio. Ma persino nel giorno in cui viene scritta la storia del campionato tedesco, c’è chi riesce comunque a prendersi i riflettori. Erling Braut Haaland festeggia la vittoria del Golden Boy come meglio non potrebbe, con un poker all’Hertha Berlino nella vittoria esterna per 2-5 degli uomini di Favre. E il bello è che per il cannibale vestito di giallonero…non è abbastanza.

QUATTRO – Lo ha raccontato lui stesso dopo la partita, scherzando (ma neanche troppo) ai microfoni ESPN. Il norvegese è uscito al minuto 85, proprio per fare spazio a Moukoko e regalare al ragazzino un esordio storico. Eppure, secondo il centravanti del Borussia, il tecnico avrebbe dovuto cambiare qualcun altro e lasciare in campo entrambi. “A essere onesti Favre mi ha chiesto quanti gol avessi segnato. Mi ha detto ‘ne hai fatti tre?’. E io gli ho risposto: ‘No, quattro. Solo quattro, perchè poi tu mi hai cambiato’. Quindi sono un po’ arrabbiato con lui, ma le cose vanno così”. Una battuta, certamente, ma conoscendo Haaland c’è anche un fondo di verità.

TUTTO VERO – In tutto ciò, che ne pensa l’allenatore? Anche lui parla a ESPN e conferma in pieno la versione del suo bomber. Del resto, con uno che segna così tanto, non è mica semplice tenere il conto… “Quello che dice è vero, non sapevo quanti gol avesse fatto perchè io non guardo solo i gol, ma anche i passaggi”. Insomma, tutto a posto in casa Borussia Dortmund e niente caso Haaland, ma di certo dalla nottata di Berlino Favre ha imparato qualcosa: mai cambiare il norvegese, neanche se ha segnato un poker. E anche che è meglio contare quante reti porta a casa il ragazzone, che evidentemente ai conti ci tiene parecchio!

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