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Haaland si difende dalle accuse di “sportwashing” ricevute in patria: “Mai visti i proprietari del City…”

Haaland si difende dalle accuse di “sportwashing” ricevute in patria: “Mai visti i proprietari del City…” - immagine 1
In Norvegia hanno fortemente criticato la scelta di Haaland di andare a giocare al City, club di proprietà di un fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, stato che è finito al centro di controversie sui diritti umani. Ma il centravanti risponde...

Redazione Il Posticipo

Il trasferimento di Erling Braut Haaland al Manchester City è certamente uno degli affari di cui si è parlato di più nella sessione di mercato dell'estate 2022. Vuoi per il prezzo, perchè prendere il centravanti dal Borussia Dortmund ad appena 60 milioni sa di affarone, vuoi perchè si parla di un calciatore che ha costantemente fatto la differenza sia in Bundesliga che in Champions League, il norvegese è finito sotto i riflettori, nonostante l'accordo sia stato siglato relativamente presto, quando in teoria il mercato era ancora chiuso. Ora però il bomber del City torna a fare notizia, ma non per qualcosa che è avvenuto in campo.

Soldi sporchi di sangue

Come riporta la Bild, a inizio agosto durante un match tra Brann e Bryne, i tifosi del Brann hanno deciso di attaccare proprio il centravanti, visto che il Bryne è il club in cui è cresciuto. Sugli spalti sono apparsi degli striscioni che hanno fortemente criticato la scelta di Haaland di andare a giocare al Manchester City, club di proprietà di un fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, stato che è finito al centro di controversie sui diritti umani. "Braut gioca per soldi sporchi di sangue. C'è solo un Haaland". E l'Haaland in questione ovviamente non è Erling, ma Markus, diciassettenne calciatore del Brann. Una presa di posizione che sta facendo parlare molto in Norvegia.

La risposta di Haaland

Anche perchè si tocca un tema particolarmente sensibile da quelle parti. Basterebbe pensare che la nazionale scandinava, che al mondiale in Qatar non ci si è qualificata, aveva comunque suggerito un boicottaggio della manifestazione.. E parlando a una radio norvegese, un rappresentante dei tifosi del Brann ha spiegato quanto accaduto. "Haaland non può sfuggire alle critiche. Avrebbe potuto scegliere qualsiasi club al mondo, non doveva scegliere per forza quello che è il peggiore in termini di sportwashing". Ovvero, mascherare e far dimenticare attraverso lo sport cose di cui non andare fieri. Ma Haaland non ci sta e, come spiega la testata tedesca, ha risposto alle accuse parlando all'emittente norvegese NRK: "Quando sono andato al City l'ha fatto con in mente il mio sviluppo come calciatore, è quello che ho fatto per ogni club che ho scelto. Non ho mai incontrato i proprietari del City, non so che persone siano. Le accuse che fanno loro sono pesanti, non so che dire al riguardo". Basterà per calmare le acque? Complicato a dirsi...