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Haaland è un limite? Se gioca, il City segna ogni 27′, senza ne impiega 61′ contro i 34′ del 2021/22

Haaland è un limite? Se gioca, il City segna ogni 27′, senza ne impiega 61′ contro i 34′ del 2021/22 - immagine 1
I numeri dicono abbastanza per chiedersi se il norvegese, pur nella sua straordinaria efficienza, non sia diventato paradossalmente un limite per Pep Guardiola.

Redazione Il Posticipo

Il Manchester City è stato in grado di battere il Leicester nel fine settimana senza Erling Haaland. L'unico gol della partita è stato segnato su calcio piazzato da Kevin De Bruyne. Un segnale preciso. Secondo lo studio pubblicato dal Manchestereveningnews, Haaland è diventato paradossalmente un limite per Guardiola. Se il norvegese non gioca, la squadra fatica a trovare alternativa.

NUMERI

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Non si dovrebbe ricavare troppo da una partita, nel senso che il Leicester è una delle migliori squadre del campionato, ma gli eventi al King Power hanno confermato una tendenza. Haaland è stato una macchina da gol, ne ha messi a segno 22,  ma ha anche contribuito a quelli messi a segno dai suoi compagni. Il City ha segnato un gol ogni 27 minuti in questa stagione quando Haaland è sceso in campo, in netto miglioramento rispetto alla scorsa stagione, quando il City, senza centravanti aveva una media di un gol ogni 34 minuti. Nei 363 minuti in cui il norvegese non ha giocato, però sono stati segnati solo sei gol. Ovvero un gol ogni 61'. Un'ora di gioco. Quasi il doppio rispetto allo scorso campionato.

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ASSENTE

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Il centravanti norvegese sarà assente per la partita casalinga contro il Siviglia e sta cercando di bruciare i tempi per rimettersi in forma e a disposizione in tempo per la partita di Premier League con il Fulham. In questo lasso di tempo, i Campioni di Inghilterra avranno la possibilità di testare soluzioni alternative e allo stesso tempo sostenibili. Chiaramente Haaland è stato acquistato per segnare e risolvere le partite, ma è altrettanto innegabile che la maggior parte dei giocatori sono gli stessi dello scorso anno quindi non c'è, o non ci sarebbe un motivo che giustifichi una sterilità offensiva così evidente rispetto al 2021/2022. I numeri dicono abbastanza per chiedersi se il norvegese, pur nella sua straordinaria efficienza, non sia diventato paradossalmente un limite per Pep Guardiola.