Gundogan, calciatore invidiato: “Molti colleghi sono gelosi di me perchè ho lavorato sia con Klopp che con Guardiola”

Gundogan, calciatore invidiato: “Molti colleghi sono gelosi di me perchè ho lavorato sia con Klopp che con Guardiola”

Ilkay Gundogan è uno dei calciatori più fortunati degli ultimi vent’anni. Ha vinto con i club, ha rappresentato la sua nazionale, ma soprattutto ha avuto un’opportunità che non molti hanno o potrebbero avere: essere allenato sia da Klopp che da Guardiola. Una cosa che non succede spesso e che ha i suoi lati negativi…

di Redazione Il Posticipo

“A chi vuoi più bene, a mamma o a papà?”. La domanda che nessuno vorrebbe mai sentirsi fare e anche in termini calcistici non è che cambi molto. Soprattutto per chi ha avuto dei “genitori” importanti quando si tratta di ripensare alla propria carriera. È il caso di Ilkay Gundogan, uno dei calciatori più fortunati degli ultimi vent’anni. Ha vinto con i club, ha rappresentato la sua nazionale, ma soprattutto ha avuto un’opportunità che non molti hanno o potrebbero avere: essere allenato sia da Klopp che da Guardiola. Prima il tedesco a Dortmund, poi il catalano a Manchester. E come spiega a Fantasy PL, non è una cosa che succede tutti i giorni.

GELOSIA – “Sono i due migliori allenatori al mondo. Ed è un privilegio aver lavorato con entrambi. Penso che ci siano un sacco di calciatori che sono gelosi di me, perchè non hanno avuto questa possibilità”. Comprensibile, visto che la maggior parte dei giocatori che hanno avuto modo di lavorare con il tedesco e con lo spagnolo non fanno altro che parlarne benissimo, soprattutto per quanto riguarda la capacità di insegnare calcio. Ma dovendo scegliere, chi è il migliore? Gundogan…si salva in calcio d’angolo: “Entrambi hanno un posto nel mio cuore. E tutti e due mi hanno insegnato molto, sono parte integrante dei miei successi”.

SFIDE – Una scelta però, in fondo, il tedesco l’ha fatta. Quando ha lasciato il Borussia, poteva riunirsi con Klopp al Liverpool. Ma non è andata così. Il motivo? La voglia di mettersi alla prova. “Credo che la vita sia fatta di sfide e io cerco sempre di sfidare me stesso. Se non esci dalla tua zona di confort, non cambi mai e non migliori mai. Ho passato quattro anni splendidi con Jurgen, lo adoro come allenatore e come persona, ma sentivo di dover cercare qualcosa di nuovo. Volevo lasciare il Borussia a Dortmund, non aveva molto senso pensare a tornare a lavorare con Klopp quando cercavo una nuova squadra. Ed è uno dei motivi per cui non sono andato al Liverpool”. Alla fine, si è “beccato” anche Guardiola. Comunque la si veda, niente male…

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