Guardiola…va in carcere: incontro con i politici detenuti in Catalogna

Pep Guardiola non dimentica. E approfittando della pausa per le nazionali, si è fatto accompagnare da un giornalista al penitenziario di Els Lledoners, dove sono rinchiusi gli esponenti politici detenuti dopo il caos del referendum dello scorso anno.

Pep Guardiola non dimentica. Il suo cuore, sebbene ora il tecnico viva a Manchester, è sempre vicino alla Catalogna e alla sua gente. La scorsa settimana il tecnico avevaricordato, attraverso il nastro giallo che indossa, che ci sono ancora dei politici in Catalogna detenuti per il caos del referendum per l’indipendenza che si è tenuto lo scorso anno. “Anche io indosso il nastro giallo e ho preso posizione per il referendum, potrei essere io al loro posto”, aveva chiosato l’allenatore del City. E da quanto riporta il Mundo Deportivo, si è…preso in parola e ha fatto visita in carcere ai leader del movimento indipendentista.

CARCERE – Approfittando della pausa per le nazionali, Guardiola si è fatto accompagnare dal giornalista Xavi Torres al penitenziario di Els Lledoners, dove sono rinchiusi gli esponenti politici detenuti. Del resto Pep ha più volte espresso la sua opinione sulla possibilità di autodeterminazione da parte del popolo Catalano e ha voluto verificare in prima persona quale sia la situazione attuale all’interno della struttura detentiva. La sua visita è stata testimoniata attraverso uno scatto assieme al giornalista nel piazzale del carcere, che è poi stato condiviso sui social network da Jordi Cuixart, presidente di Òmnium Cultural, associazione che si occupa della difesa dei diritti civili.

SOLIDARIETÁ – Il messaggio è a nome dei detenuti: “Grazie a Pep Guardiola, per aver mostrato ai detenuti di Lledoners che essere un leader significa anche mostrare impegno per il sociale e solidarietà. E per averci ricordato che il lavoro di squadra non ha limiti. E siamo infinitamente grati anche a Xavi Torres”. Saranno così grate al tecnico anche le autorità spagnole? Difficile a dirsi, ma certamente una visita così importante da parte di una figura universalmente riconosciuta e considerata è un’ottima pubblicità per la causa catalana. E quindi con molta probabilità non farà certamente piacere dalle parti di Madrid.

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