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Guardiola, una vittoria citando De Gregori: “La storia siamo noi, se si ripete il secondo tempo passiamo”

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Un City dai due volti riesce ad avere la meglio sul PSG

Redazione Il Posticipo

Un City a due volti in casa del PSG. La squadra di Guardiola rimonta e vince in casa del PSG una sfida giocata con coraggio e imponendo il gioco. Non era riuscito nel primo tempo, poi però il progetto è andato in porto. Il tecnico ha analizzato la sfida ai microfoni di Sky Sport. 

SERENI - "Quando giochi la semifinale alla prima partita, non si gioca mai liberi di testa E a calcio se non si è sereni, si perde concentrazione e lucidità. Non siamo stati noi stessi nei primi minuti il primo gol ci ha fatto male. Siamo stati precisi ma mai cattivi. La differenza c'è stata quando abbiamo alzato l'intensità nel pressing e nella circolazione di squadra. Adesso mi chiedo se al ritorno vedremo la squadra del primo o del secondo tempo. Se saremo quella del secondo andremo in finale. Altrimenti no".

ATTACCANTE - Il City riesce a segnare senza centravanti. "A volte mi manca, ma noi abbiamo un tipo di gioco che ci permette di giocare solo se riusciamo ad alzare il ritmo e ad avere il controllo. II PSG li davanti è molto molto più forte di noi e sarebbe impossibile per noi giocare una partita lasciando l'iniziativa o il campo aperto a Mbappé o Neymar. L'unico modo per limitare il PSG e non lasciargli lo spazio per far girare il pallone e cercare la profondità. E l'unico modo per riuscirci era aggredirli levandogli i tempi di gioco".

PROSPETTIVE - "Quando gioco contro una squadra in un grande palcoscenico non servono parole. Non credo che i miei giocatori non conoscessero il PSG. Siamo una buona squadra solo e se riusciamo a esprimere il nostro gioco. A volte posso capire che ci sia la paura di perdere la prima partita in una doppia sfida di semifinale. Una volta che ci siamo sciolti, però e abbiamo pensato a vincere prima di non perderla, siamo tornati noi stessi. Mi viene da citare De Gregori. La storia siamo noi. Noi dobbiamo essere noi stessi. Se giochiamo come sappiamo, riusciamo a vincere".