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Guardiola sposa il “lodo” Klopp: “Non ha senso mandare i giocatori in nazionale se poi devono andare in quarantena”

(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Il tecnico, oltre al derby, si è già proiettato sulla fase finale della stagione.

Redazione Il Posticipo

Derby di Manchester, ma non solo. Guardiola è un perfezionista e si è già proiettato sulla fase finale della stagione. Quella successiva alla pausa per le partite internazionali. Quanto basta per turbare i sonni del tecnico dei citizens, terrorizzato dall'idea di perdere diversi calciatori che rischiano di dover rispettare la quarantena al ritorno da partite giocate in zona rossa. Qualche nome? Ederson, Fernandinho, Gabriel Jesus e Sergio Aguero. Calciatori che potrebbero, come peraltro permette il regolamento FIFA, restare a casa per volontà del club. Le parole di Guardiola sono riprese dal Sun. 

DERBY - Il derby di Manchester è il crocevia della stagione. "È una partita importante, esattamente come la precedente e quella successiva. Sappiamo quanto sia complicato affrontare lo United, mi danno la sensazione di essere ogni anno più forti. Non hanno perso partite per diverso tempo, e quando vengono all'Etihad spesso raccolgono buoni risultati. Siamo però consapevoli dell'opportunità legata a questa sfida, vincerla dilaterebbe il nostro vantaggio perché è vero che la Premier è fatta di 38 partite ma è altrettanto innegabile che loro sono i nostri veri rivali, essedo secondi in classifica. Ecco perché cercheremo di vincere una partita così importante"

NAZIONALI - E dopo si potrà iniziare a pensare alle nazionali. "Aspetteremo la partita con lo United e poi inizieremo a ragionare su quanto potrebbe accadere. Sicuramente sarà un argomento che terrà banco nelle prossime settimane. Non credo però che abbia molto senso che i giocatori vadano in Nazionale se poi devono trascorrere un periodo di autoisolamento  per dieci giorni quando tornano. Noi abbiamo lavorato duramente sette, otto o nove mesi e dopo la pausa internazionale arriverà la parte decisiva della stagione, e io mi chiedo se debba affrontarla senza sei, sette o addirittura nove giocatori".

NO - Partendo da questi presupposto Guardiola fa eco a Klopp. No alle trasferte. "Se non sarà possibile che tornino immediatamente ad allenarsi, la soluzione è semplice. Non voleranno. Altrimenti li lasceremo andare. Abbiamo investito molto tempo, lavoro e denaro per presentarci nella migliore condizione possibile nel rush finale. Penso che UEFA e FIFA potrebbero pensare a qualcosa di diverso o speciale per i calciatori. Sono certo che recepiranno immediatamente questo argomento".

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