Guardiola: “Porte chiuse? Più importante che i bambini tornino a scuola che la gente allo stadio”

Il tecnico del City, forte del 2-1 maturato al Bernabeu ha parlato in conferenza stampa.

di Redazione Il Posticipo

Fuori un colosso. Per Real Madrid o Manchester City, le porte della Final Eight resteranno chiuse. Guardiola, forte del 2-1 maturato al Bernabeu ha parlato in conferenza stampa. Le sue parole, riportate da  manchestereveningnews, abbracciano diversi temi.

ZIDANE – Guardiola non si fida. ” Zidane è sempre difficile da affrontare. Quando pensi di aver trovato le contromisure ai suoi piani, colpirà in un qualsiasi altro modo. Abbiamo studiato tutte le partite del Real Madrid da quando la Liga è ricominciata, concentrandoci su come possiamo creargli qualche problema. Molto spesso gli allenatori pianificano ogni aspetto delle partite, ma alla fine conta il campo. Noi vogliamo imporre il nostro gioco, ma è anche possibile he potrebbero esserci momenti in cui saremo costretti a difenderci”.

BARCELLONA – Contro il Real per Guardiola non è mai una partita come tutte le altre. “Il fatto che giochiamo contro il Real Madrid importa poco. Sono e sarò sempre un tifoso del Barcellona, ma giocavo contro il Real Madrid o il Barcellona volevo batterli. Quindi Niente di speciale. Voglio che i nostri giocatori e il nostro  non si concentrino concentrazione su questo genere di cose. Preferisco pensare a cosa  dobbiamo fare come squadra per battere il Real Madrid”.

PORTE CHIUSE – Il tecnico del City ha poi detto la sua sulle porte chiuse. Precisando altre priorità. “Ormai è trascorso tantissimo tempo da quando abbiamo giocato la sfida d’andata. Sapevamo che avremmo giocato il ritorno qui, ma sarà senza pubblico. Proveremo comunque a giocare una buona partita.Penso che a tutti noi manchino gli spettatori. Questa è la realtà, ma ci siamo già adattati. Il ritorno degli spettatori deve essere garantito da una totale sicurezza. E comunque, preferisco che i bambini possano tornare a scuola il prima possibile, credo sia una questione più importante rispetto alle persone che tornano negli stadi”.

 

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