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Guardiola: “Non ho idee migliori sono gli altri a non aver i miei calciatori. Il Liverpool? Uno stimolo”

Guardiola: “Non ho idee migliori sono gli altri a non aver i miei calciatori. Il Liverpool? Uno stimolo” - immagine 1

Il City insegue un risultato straordinario ma il tecnico minimizza l'importanza del suo ruolo. 

Redazione Il Posticipo

Il Manchester City vincerà la Premier League se batterà l'Aston Villa domenica o centrerà l'identico risultato del Liverpool impegnato in casa contro il Wolverhampton. Qualora la squadra di Guardiola centrasse il successo all'Etihad, il tecnico festeggerebbe il quarto titolo nell'arco di soli cinque anni.  L'allenatore dei citizens, intervistato da Skysports, però, minimizza l'importanza del suo ruolo.

CALCIATORI - Guardiola, dopo il primo anno di... apprendistato, insegue un risultato straordinario. Eppure ritiene che il merito sia solo di chi allena. "Non amo i complimenti, specialmente nel mondo del calcio. Ogni volta che qualcuno mi elogia, non credo neanche a un secondo a quelle parole. Anzi, quasi mi insospettisco. Ci sono tantissimi allenatori con idee tattiche di spessore, ma sono i calciatori a spostare gli equilibri in campo. E senza calciatori di altissima qualità tecnica ed umana idee, tattiche e schemi servono poco o nulla. Dietro i risultati c'è lo sforzo di chi scende in campo e mette sul rettangolo di gioco talento e sacrificio. Le mie idee non sono più speciali delle altre ho incontrato tantissimi allenatori di grandissimo talento in Premier che non hanno il nostro stesso successo solo perché non hanno i giocatori che abbiamo noi".

Guardiola: “Non ho idee migliori sono gli altri a non aver i miei calciatori. Il Liverpool? Uno stimolo” - immagine 1

LIVERPOOL - Ennesimo testa a testa con il Liverpool. Guardiola ritiene i reds uno stimolo più che un avversario: "Senza il Liverpool probabilmente non otterremmo gli stessi successi. Il loro rendimento ci spinge sempre ad andare alla ricerca del limite. Non ci concedono un solo attimo di rilassamento, né è possibile compiacersi del lavoro svolto. E comunque i calciatori non sono certo degli stupidi, non ho bisogno di ricordargli quanto il Liverpool sia bravo e forte. Del resto li hanno affrontati diverse volte, altrettante li avranno visti giocare. E il messaggio che lasciano in eredità è chiaro. Se vogliamo vincere, dobbiamo dare il massimo. Ecco perché la ricetta migliore contro l'Aston Villa è di pensare a noi stessi".