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Guardiola, prove tecniche da CT

Guardiola allenerà una Nazionale. A dirlo è lo stesso tecnico, che, in un futuro lontano, ha intenzione di vivere l'esperienza di portare e guidare un Paese ad una coppa del Mondo. E nel frattempo, dà consigli a Martinez.

Mattia Deidda

Progettare il proprio futuro per non lasciare nulla al caso. Pep Guardiola è un perfezionista, e già sa quale sarà una tappa della sua carriera: allenare una Nazionale. Un discorso futuro, che però ha già trovato consensi da parte del tecnico catalano, che non ha intenzione di accomodarsi su una panchina ed invecchiare aspettando che il tempo faccia il suo corso. Intanto, nell'attesa, lo spagnolo comincia a riscaldare i motori, e parla del Belgio, che osserverà in amichevole contro il Portogallo.

BELGIO - Atterrato in Belgio per assistere ad un torneo tra bambini organizzato da De Bruyne, Guardiola si è poi fermato a salutare Roberto Martinez, selezionatore della Nazionale belga. A pochi giorni dall'inizio dell'avventura in Russia, i Diavoli Rossi sono una della squadre su cui ricade maggior attenzione. Lo sa bene Guardiola, che parlando a HLN ha iniziato a fare le prove generali da selezionatore: "Quando hai questo tipo di giocatori (parlando di De Bruyne e Hazard), l'unica cosa che devi fare è metterli in campo e lasciarli giocare. Sono bravi perché sono intelligenti per prendere le giuste decisioni". Un consiglio a Martinez, che si ritrova il difficile compito di fare meglio di Wilmots, arrivato ai quarti di finale nel Mondiale del 2014.

NAZIONALE -  Tutti gli allenatori, alla fine dei conti, vogliono provare l'esperienza di allenare una Nazionale. Per Guardiola, probabilmente, sarà l'ultimo passo della carriera. Lo stesso tecnico, ridendo, parla di come manchi ancora molto per vederlo su una panchina di una Nazionale. "Mi piacerebbe vivere l'esperienza di un Mondiale, ma non ora. Sono ancora troppo giovane". Una dichiarazione importante, che sottolinea come lo spagnolo ci abbia già pensato. Vincere una coppa del Mondo, d'altronde, lo porterebbe ad un livello dove nessuno è mai arrivato prima. Regalare un nuovo tipo di calcio, vincente, e riempire la bacheca con il più importante trofeo che esista. Ci è andato vicinissimo Sacchi, ci vuole provare anche Guardiola.