Guardiola lo psicologo ci riprova: “Se non vinciamo non è un dramma. Anche i grandi del tennis perdono…”

I campioni d’Inghilterra stanno affrontando un momento difficile, uno di quelli in cui un manager come Pep Guardiola può fare la differenza. L’allenatore sta provando a togliere un po’ di pressione alla sua squadra apparsa in difficoltà nelle ultime settimane…

di Redazione Il Posticipo

Pep Guardiola non è uno che si arrende facilmente ed è l’uomo di cui il Manchester City ha bisogno, soprattutto in questo momento. I campioni d’Inghilterra l’hanno spuntata contro il Chelsea all’Etihad (2-1) e tengono in vita il sogno Premier League nonostante il Liverpool di Jürgen Klopp capolista sembri imprendibile. I Citizens hanno scavalcato i Blues in classifica e occupano il terzo posto in classifica a -1 dal Leicester secondo, ma soprattutto a -9 dai Reds. Nonostante tutto, Guardiola prova a togliere pressione ai suoi uomini apparsi molto appannati di recente.

TENNIS E GOLF – Guardiola è sembrato più sereno due settimane dopo la furia di Anfield, dove il manager ha ringraziato sarcasticamente l’arbitro Michael Oliver per un paio di decisioni che avrebbero sfavorito la sua squadra, sconfitta per 3-1. L’allenatore ha ridimensionato il caso, come riportato dal Daily Mail: “L’unica pressione che possiamo avere è che stiamo per perdere la Premier League, ma non è la prima volta che succede in 125 anni di storia del City. Tutte le domande riguardano il divario dei 9 punti. Prima di andare a letto ogni sera non mi chiedo che cosa accadrà se perderò la Premier. Abbiamo vinto gli ultimi due campionati, ora sembra che ne dobbiamo conquistare altri sette di fila e fare 200 punti ogni stagione. Ad alto livello non funziona così. Pure i grandi del tennis perdono le partite, nel golf non vince sempre Tommy Fleetwood”. Lo psicologo Guardiola otterrà il suo obiettivo stavolta?

STRATAGEMMA – Il manager ha spiegato quali ragioni lo spingono a vivere col sorriso questo momento: “Penso che sia un messaggio importante per la società. Non è un bene per i nostri bambini e adolescenti mostrare che solo il vincitore è perfetto. Stiamo creando un popolo depresso. Nel calcio vogliamo vincere, ma se non ci riusciamo non è un disastro. Per questo motivo ho detto ai giocatori di rilassarsi e di pensare solo a lavorare. A gennaio vedremo che cosa succede”. È solo uno stratagemma oppure Guardiola pensa che vincere non sia l’unica cosa che conta? La verità potrebbe stare nel mezzo: Pep non ha smesso di sognare la rimonta, ma qualora la sua squadra non dovesse vincere la terza Premier di fila non sarebbe un dramma. In fondo… può sempre provare a vincere la Champions!

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