Guardiola: “La mia sfida? Ribaltare la storia calcistica di Manchester”

In una lunga intervista in occasione del lancio del docufilm “All or Nothing”, Guardiola lancia la sua sfida. Vuole riscrivere la storia calcistica di Manchester. Ovviamente con la penna blu…

di Redazione Il Posticipo

La più grande sfida professionale di Guardiola? Rovesciare le gerarchie calcistiche di Manchester. Riscrivere la storia della città con la penna “blues”. Come i colori del City. In una lunga intervista pubblicata dal Mirror, l’allenatore dei Campioni d’Inghilterra ha fissato traguardi e obiettivi, raccontando anche un po’ di sé. Del resto è il protagonista del docufilm “All or Nothing” prodotto da Amazon e cucito addosso al tecnico spagnolo.

SFIDA – Guardiola ha idee chiare, che non faranno piacere a Mourinho, nè a Ferguson cui però si ispira: “La più grande sfida come manager è quella di porre fine al dominio ventenne del Manchester United nel calcio inglese”. L’era Ferguson è stata caratterizzata da 13 titoli fra il 1993 e il 2013, comprese due Champions. Guardiola ammette: “Abbiamo dei vicini che, da quindici o venti anni, hanno sempre vinto. Adesso, come diceva Ferguson, dobbiamo accendere la nostra televisione e alzare il nostro volume un po’ più forte”.

SPOGLIATOIO – All or Nothing “entrerà” anche nelle segrete stanze dello spogliatoio. Mostrerà al pubblico un Guardiola inedito, chiassoso, molto diverso da quanto appare in veste ufficiale. “Mi piace avere uno spogliatoio rumoroso prima di una partita. Sento che anima maggiormente i giocatori. Ciò che mi manca di più del mio passato da giocatore è proprio lo spogliatoio. È il posto più bello in cui stare, tutti sono insieme, si ride, si scherza, si alzano i toni, si critica il manager e si condividono i momenti belli e quelli cattivi”.

GESTIONE – C’è spazio anche per analizzare una carriera costellata di successi. Solo un anno all’asciutto. Il 2016/2017. E il tecnico sa darsi una spiegazione. “Questione di arroganza. Tutte le grandi squadre sono arroganti ma devi esserlo sul campo“. L’ anno successivo, infatti, sono stati polverizzati tutti i record. Il segreto è nella gestione. “A volte serve anche un bluff. Sto per dire una cosa vera: non ho tutte le risposte. Spesso, quando non so qualcosa, agisco di fronte ai giocatori come se avessi le risposte giuste. Dà loro la sicurezza di giocare. Si deve giocare a calcio con coraggio. Non importa dove sei,  ma giocare con il coraggio di mostrare chi sei“.

 

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