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Guardiola, frecciata a Klopp e a Mou: “Se vogliono spiegazioni sulla sentenza del TAS possono telefonarmi…”

La sentenza del TAS, che ha ribaltato quella della UEFA restituendo al Manchester City la possibilità di giocare le coppe europee nelle prossime due stagioni, ha fatto discutere. E persino Klopp e Mourinho hanno avuto parecchio da ridire. Logico...

Redazione Il Posticipo

La sentenza del TAS, che ha ribaltato quella della UEFA restituendo al Manchester City la possibilità di giocare le coppe europee nelle prossime due stagioni, ha fatto discutere. Per alcuni è stata "la morte del Fair Play Finanziario", per altri la dimostrazione che le società più ricche la faranno sempre franca. E persino due allenatori di primissimo piano come Klopp e Mourinho (che non per nulla giocano nello stesso campionato dei Citizens) hanno avuto parecchio da ridire. L'allenatore campione d'Inghilterra ha parlato di "un giorno non buono per il mondo del calcio", mentre lo Special One ha parlato senza mezzi termini di "sentenza vergognosa".

FRECCIATA - Logico dunque che entrasse in azione la loro controparte. Pep Guardiola ha di che essere soddisfatto della sentenza. Del resto, lui lo aveva sempre detto che il City non avrebbe avuto problemi nel vincere il ricorso. E quindi la riabilitazione della sua squadra è una sorpresa...solo per gli altri colleghi. Che, come spiega il catalano a Sky Sports, se vogliono ulteriori delucidazioni sui motivi della sentenza possono tranquillamente alzare la cornetta e chiederle... "Se vogliono parlarne, sono qui. La sentenza arriva da tre giudici indipendenti ed era chiara. Ma se vogliono hanno il mio numero di telefono, possono chiamarmi e gli posso dare spiegazioni. Non è un problema".

GIOCATORI - Una bella frecciatina a due rivali che hanno contraddistinto i periodi di Guardiola a Madrid e a Monaco di Baviera e che il tecnico del City si è poi ritrovato anche in Premier League. Le polemiche, però, non distolgono il catalano dalla notizia che per lui è più importante, la conferma delle coppe. "Sono felice per i giocatori. Ciò che hanno fatto in campo è il motivo per cui siamo in Champions League. Magari fuori dal campo altri club sono meglio di noi, ma in campo negli ultimi 3-4 anni abbiamo fatto abbastanza bene". Una decisione che conta parecchio anche per i tifosi dei Citizens: senza Champions, la permanenza dell'allenatore non era poi così scontata. Ora invece si può tornare a sognare un City sempre più forte...