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Guardiola: “Champions? Non è fallimento. Forse non sono bravo ma nessuno sa cosa succede con un altro tecnico”

Il tecnico del City tradisce un certo nervosismo.

Redazione Il Posticipo

Pep Guardiola torna a parlare alla vigilia della sfida con il Newcastle ma molto se non tutto ruota su quanto accaduto a Madrid. Il tecnico, in conferenza stampa, tradisce un certo nervosismo. Le dichiarazioni sono riprese dal Manchestereveningnews.com. 

DELUSIONE - C'è una delusione da smaltire. "La squadra ha giocato due buone partite, la semifinale di Champions non è una sfida facile da interpretare. Non ho parlato con i ragazzi, non servono discorsi. Sanno che sono orgoglioso di loro e di appartenere a questo club. Occorre solo dormire, resettare e pensare al prossimo obiettivo da raggiungere. Di certo non dimenticherò di ricordargli quanto siano stati in gamba per tutta la stagione e quanto dovremo esserlo nelle settimane che ci restano. Non so se e quando questa squadra sarà in grado di vincere la Champions. Il calcio è imprevedibile e mi sembra che si sia potuto notare".

CHAMPIONS - Guai a parlare di fallimento. " La gente dice che se questo gruppo di giocatori non vince la Champions saranno un fallimento. Lo accetto. Non sono d'accordo, ma non ho intenzione di aprire  un dibattito su chi ha ragione o torto. Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione che chi investa su questo club non sia interessato a vincere solo la Champions. Forse non sono abbastanza bravo per aiutare la squadra a vincerla ma è anche vero che nessuno sa cosa sarebbe successo con altri allenatori o giocatori. Di certo ci riproveremo anche la prossima stagione. Così come cercheremo di vincere Premier, FA Cup e la Carabao Cup".

MENTALE - Si è parlato di tenuta mentale. "Non credo ci sia stato neanche il tempo di avere un calo mentale. Il secondo gol è arrivato 45 secondi dopo il primo. È il calcio. Succede. Si parla di mancanza di carattere, ma contro l'Atletico si è evidenziato il carattere. La mia opinione sui calciatori non cambia in base al risultato. Contro l'Atletico abbiamo giocato un brutto secondo tempo ma siamo passati in semifinale. Ci siamo espressi meglio del Real in casa e in trasferta e siamo stati eliminati: è il calcio. Anche se vincessimo la Champions c'è chi dirà che ci siamo riusciti per i miliardi che spendiamo e non per il lavoro. Dobbiamo essere più forti di quanto è accaduto a Madrid".