Guardiola boccia la Superlega e propone alternative. “Miglioriamo ciascun campionato riducendo le squadre per ogni categoria”

Il tecnico ritiene che ogni partita abbia la stessa dignità. E la chiave per un calcio più competitivo sia legata alla qualità piuttosto che alla quantità di partite giocate.

di Redazione Il Posticipo

Pep Guardiola boccia la Superlega e cerca una alternativa alla possibilità di un campionato studiato solo per le big d’Europa. Come riportato dal sito ufficiale del City, il tecnico ritiene che ogni partita abbia la stessa dignità. E la chiave per un calcio più competitivo sia legata alla qualità piuttosto che alla quantità di partite giocate. Osservazione evidentemente non casuale alla vigilia di un mini tour de force di nove partite in meno di un mese.

SERIETA’  – Alla vigilia di un impegno non esattamente impossibile contro il Cheltenham Guardiola approfondisce il suo concetto. “Tutte le partite vanno affrontate con lo stesso piglio. Considerare la Champions più importante della Premier o il campionato più prestigioso della FA Cup è sbagliato. Non vogliamo né possiamo permetterci di dare delle priorità. Non è nel mio modo di pensare abbandonare o trascurare una competizione. Se e quando perderemo accadrà perché i nostri avversari sono stati più bravi di noi, ma non perché non c’è interesse per una determinata competizione. E dirò anche che sono molto curioso di giocare contro il Cheltenham perché non conoscendoli li ho dovuti studiare con maggiore attenzione. Giocheremo per cercare di batterli e con il giusto rispetto”.

SUPERLEGA  – Dalla serietà con cui si affronta un impegno sulla carta “minore” rispetto alla Premier alle considerazioni sulla possibilità di una superlega il passo è breve. Guardiola boccia senza se e ma l’idea. Il manager del City è desideroso di proteggere i campionati nazionali: “Ho la sensazione che non possiamo perdere il significato dei campionati locali. Queste partite di FA CUP ne rappresentano l’essenza. A mio avviso sarebbe più giusto rendere maggiormente competitivi i campionati in ogni paese d’Europa piuttosto che pensare ad altro. E se per raggiungere questo obiettivo occorrono dei format con meno squadre, si faccia. Meno squadre per ogni categoria significa avere una migliore League One, League Two e anche una migliore Premier. La qualità andrebbe scelta a discapito della quantità.  Non possiamo uccidere le divisioni inferiori o la stessa Premier League per la Superlega”.

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