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Guardado infiamma Messico-Brasile: “Neymar si butta, gli arbitri devono fermarlo”

Dal capitano del Messico arriva un invito, neanche troppo velato, al fischietto che sarà designato per il match contro la Seleçao a non cadere vittima dei trucchetti di O’Ney.

Redazione Il Posticipo

Per il Brasile l’ottavo di finale mondiale con il Messico non è una partita come un’altra, ma poco ci manca. Invece per il Messico, che i quarti di finale li ha raggiunti solo nelle due edizioni giocate in casa, quella contro la Seleçao è la partita della vita. E poco importa che nel corso degli anni il Tricolor non abbia mai sconfitto i verdeoro in un match di Coppa del Mondo. I numeri sono numeri, ma non giocano mica. Questo il concetto espresso da Andrés Guardado, il capitano degli Aztechi, che in una conferenza stampa riportata da AS mette subito in chiaro anche qualcos'altro...

TUFFATORE - Come, per esempio, che il pericolo numero uno è chiaramente Neymar. Un calciatore capace di tutto durante una partita. Ma Guardado non la prende nell’accezione positiva del termine... “Conosciamo tutti Neymar, ma non spetta a me o a noi avversari giudicarlo. Tocca alla FIFA e agli arbitri, che ora che hanno la VAR devono analizzare il suo stile di gioco e saperlo gestiere. Sappiamo che gli piace accentuare i falli e che si butta tantissimo. Ma è il suo modo di giocare. E chi deve porre uno stop a questa sua tendenza è l’arbitro, non noi”. Un invito, neanche troppo velato, al fischietto che sarà designato per il match a non cadere vittima dei trucchetti di O’Ney.

TURNOVER - Ma il Messico, anche alla luce della sconfitta con la Svezia, è pronto? "Si impara dalle vittorie, ma anche dalle sconfitte. E contro la Svezia abbiamo affrontato uno stile di gioco europeo, che ci sarà utile conoscere". E visto che il mondiale è una competizione che richiede molte energie, ci sarà turnover? In Messico si discute molto al riguardo..."Se si fa turnover il problema e che si fa turnover, se non si fa è perchè non si fa. Ogni situazione fa storia a sè. Però, se fossi al posto del CT e avessi una squadra che ha battuto la Germania e ha giocato una gran partita con la Corea, che farei? È logico dare continuità al lavoro...". Come è logico aver paura del Brasile, ma essere pronti a tutto. "È la partita della nostra vita". E non potrà essere un tuffo di Neymar a rovinare tutto.