Grosso: “Mai mollare le partite. Balotelli? Decido io. Se non si mette a disposizione si fa fatica a sorreggerlo”

Grosso: “Mai mollare le partite. Balotelli? Decido io. Se non si mette a disposizione si fa fatica a sorreggerlo”

Il Brescia dura solo un tempo poi sparisce dal campo e si arrende a una Roma nettamente più qualitativa. Preoccupante, però, l’assentarsi dal match.

di Redazione Il Posticipo

Il Brescia dura solo un tempo. Nella prima frazione di gioco le rondinelle reggono anche discretamente contro la Roma. Poi quando i giallorossi innestano le marce alte, la partita finisce. I padroni di casa nettamente più forti e qualitativi, ma la sensazione è che gli uomini di Grosso, una volta subito il gol, siano di fatto usciti dal match. Non benissimo per una squadra che deve inseguire la salvezza. Il tecnico analizza così la sfida a Sky Sport.

CROLLO  – Ciò che emerge è l’implosione. “Cedere così non è un segnale positivo. Ci siamo sempre difesi con ordine, poi abbiamo commesso una ingenuità clamorosa e dopo il primo gol è successo quello che ho chiesto non succedesse. Dobbiamo restare dentro le partite, non lasciarle mai perché con il tempo arrivano le occasioni. Sono convinto che possiamo centrare il risultato“.

BALOTELLI – L’assenza di Balotelli è stata una forte presa di responsabilità, ma cambiando i fattori il risultato non cambia. Un’altra pesantissima sconfitta. E rischio polemiche. “Alleno questa squadra e la conosco. Si tratta di una squadra che si è affacciata con grande entusiasmo ed energia. Sono arrivate le sconfitte, che hanno levato qualche certezza. Questi ragazzi hanno preso fiducia, devono essere bravi a scendere in campo spensierati nonostante gli avversari siano complicati da affrontare. Di Mario si parlerà sempre perché fa notizia. Io alleno la squadra e lui può essere protagonista se ha voglia, determinazione ed entusiasmo. Se c’è o non c’è lo decido io. Nella prima partita c’è stato. Ha le qualità per fare bene ma servono tante caratteristiche non solo quelle di saper fare gol e calciare forte in porta. Servono anche disponibilità, fatica e qualcosa in più. E se Mario delle volte non riesce a mettersi a disposizione la squadra fatica a sorreggerlo“.

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