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Gronkjaer, partita vinta: l’uomo del gol da un miliardo di sterline esce dalla depressione

LONDON - MAY 11:  Jesper Gronkjaer of Chelsea celebrates scoring the winning goal during the FA Barclaycard Premiership match between Chelsea and Liverpool held on May 11, 2003 at Stamford Bridge, in London. Chelsea won the match 2-1. (Photo by Ben Radford/Getty Images)

L'ex esterno del Chelsea Jesper Gronkjaer annuncia la fine della sua terapia farmacologica e l'uscita dalla depressione.

Redazione Il Posticipo

Si parla spesso, nel calcio e nello sport in generale, di sfide. A volte, però, non sono soltanto di natura sportiva. O meglio: molti uomini di sport, spesso, sono costretti a vivere delle vere e proprie sfide contro se stessi o contro una parte di sé. Gronkjaer, ex del Chelsea e dell'Atletico Madrid, dopo tanti anni di silenzio, rivela di essere finalmente uscito dal tunnel della depressione e dalla lunga cura farmacologica che si era resa necessaria. Jesper Gronkjaer annuncia su Twitter la fine della sua terapia farmacologica e l'uscita dalla depressione.

LA CARRIERA - Nell'estate del 2000, il Chelsea strappava un giocatore all'Ajax per la fascia sinistra per circa 9 milioni. Giocherà a Londra fino al 2004 mettendo in fila 119 presenze e 11 gol. Uno, decisamente il più importante della storia dei blues. Un gol da un miliardo di sterline. Era l’11 maggio 2003, e il Chelsea si giocava con il Liverpool  la qualificazione alla Champions League all'ultima giornata. Il club aveva bisogno di un successo per evitare un crac finanziario. E la rete del danese, che ribaltò il punteggio, fu decisiva per il quarto posto e la Champions, condizione che permise ad Abramovich di acquistare il Chelsea e di riscriverne la storia.

 BARCELONA, SPAIN - OCTOBER 20: Eric Abidal (L) of Barcelona and and Jesper Gronkjaer of FC Copenhagen duels for a ball during the UEFA Champions League group D match between Barcelona and FC Copenhagen at the Camp nou stadium on October 20, 2010 in Barcelona, Spain. (Photo by David Ramos/Getty Images)

ADDIO - L'ex centrocampista della nazionale ha twittato una foto del proprio flacone di farmaci anti depressivi scrivendo: "Ho preso l'ultima pillola dopo 3 anni e tre quarti dopo la prima. Siete state un buon supporto, nonostante gli effetti collaterali e lo stress e la depressione sono andati via. Sebbene non sia mai stato il mio obiettivo quello di tirarvi furi dalla mia vita, credo che questo sia il momento giusto". Come riporta il Sun, l'ex calciatore aveva detto alla TV danese nel 2019: "Mi sono ammalato di stress e burnout: avevo mal di testa estremi e sarei rimasto a guardare il muro per ore. Stavo male semplicemente ascoltando la musica o guardando la TV". Finalmente, però, è uscito dal tunnel.