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Griezmann poco fantastico, ma Deschamps non è preoccupato: “Non ho dubbi sulle sue capacità, periodi simili capitano a tutti”

È ormai passato un anno da quando il Barcellona ha ufficializzato l'acquisto del francese con un "Griezmann, c'est fantastique". Ma al momento di fantastico nella stagione del Piccolo Diavolo c'è davvero poco. Eppure il suo commissario tecnico...

Redazione Il Posticipo

È ormai passato un anno da quando il Barcellona ha ufficializzato l'acquisto di Antoine Griezmann, strappato all'Atletico Madrid attraverso una controversa clausola rescissoria. Ma se il tweet dei blaugrana recitava "Griezmann, c'est fantastique", al momento di fantastico nella stagione del Piccolo Diavolo c'è davvero poco. Il francese ha avuto parecchi problemi di ambientamento e in alcune partite ha addirittura perso il posto a scapito di compagni meno quotati (Braitwaithe) o molto più giovani (Ansu Fati). Per non parlare dell'ingresso all'ultimo minuto nel match contro l'Atletico, "roba che si fa a un ragazzino, non a un campione del mondo", come ha chiosato il suo ex allenatore Lasarte.

GRIEZMANN - E a proposito di quella coppa sollevata in Russia nel 2018, a parlare della situazione di Griezmann arriva qualcuno che, in fondo, dovrebbe avere voce in capitolo. Il CT della Francia Didier Deschamps ha però spiegato che i problemi che sta vivendo il suo attaccante al Camp Nou non lo preoccupano per nulla. Parlando a RTL l'ex centrocampista della Juventus ha derubricato i problemi del Piccolo Diavolo come normale amministrazione. "Non ho dubbi sulle sue capacità, sono indiscutibili. Tutti i giocatori hanno un periodo, quando arrivano in un nuovo club, in cui le cose si fanno un po' più complicate. Ma Antoine ha la mentalità giusta per affrontare la cosa".

PORTE CHIUSE - Dunque, Griezmann fa dormire tranquillo Deschamps, che sembra invece concentrato su altri problemi. Per uno come lui, che in campo ha sempre dato il massimo e che era un beniamino dei tifosi, la mancanza del pubblico sugli spalti non piace per nulla. "Non è davvero calcio. Il calcio è fatto di emozioni, di stadi pieni, ma questo al momento non è possibile. E anche i calciatori ne risentono, manca l'adrenaline. Giocare non è un vero piacere come è di solito, non può esserlo". Insomma, il CT della Francia sembra più preoccupato della mancanza dei tifosi allo stadio che delle difficoltà di uno dei suoi calciatori simbolo. Il che significa che ha davvero molta fiducia nel Piccolo Diavolo...