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Gravina: “Se non si ricomincia, non si assegna scudetto. Una estate in tribunale sarebbe una mazzata. La mia finestra è fra il 20 maggio e il 31 luglio”

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato a Maracanà sulle onde di TMW Radio. Il numero uno del calcio italiano si è soffermato su diversi argomenti.

Redazione Il Posticipo

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato a Maracana sulle onde di TMW Radio. Il numero uno del calcio italiano si è soffermato su diversi argomenti. Facendo chiarezza anche su scudetto, promozioni e retrocessioni.

CAMPIONATI - In primis, la ripresa dei campionati. Imprescindibile per la sostenibilità: "Bisognerà ripartire e il calcio si sta interrogando sulle modalità. La priorità è la conclusione dei campionati. Dobbiamo rispettare il governo e cercare di cogliere l'opportunità offerta da UEFA e FIFA. Mi spiacerebbe che per rimediare una stagione si possa comprometterne un'altra. Nessuno di noi oggi può fare previsioni, ma questo non significa non potere programmare".

DATA - Resta da capire se ci sia una dead line. "Non abbiamo ancora una data definitiva. Nella call è stata adottata la decisione di adottare lo spostamento delle finestre delle gare delle nazionali dal 1 al 9 giugno. Abbiamo dunque ulteriore disponibilità. Parlo con franchezza. La mia finestra è 20 maggio 15-31 luglio in modo da avere tempi tecnici per chiudere le stagioni e predisporre gli organici per il 2020/2021 a partire da settembre". Esiste anche l'ipotesi campo neutro per le regioni che hanno sofferto maggiormente la diffusione del Covid-19. "Non è una soluzione, ma è una idea, una ipotesi su cui si sta lavorando".

ANNULLAMENTO - Resta in piedi anche lo scenario peggiore. L'annullamento dei campionati, che porterebbe a una serie di "ingiustizie" sportive. Nonché di possibili ricorsi: "Annullare tutto è abbastanza complicato. Il campionato si è disputato per oltre due terzi. Sarebbe un atto che genererebbe un'epidemia legale. Privilegeremo il campo. Lo scudetto è un fatto di assegnazione o meno. Se non si ricomincia, non si assegna. Anche la Juve ha dato un segnale. Dobbiamo poi indicare le società per l'Europa. In B e in C oggi ci sono società che sono prime in classifica. E chi invece occupa gli ultimi posti. Chiaro che chi oggi chi è prima e seconda in B ha diritto di promozione. Nessuno, in B  può rivendicare il diritto, da terza classificata, di essere promossa perché si accede attraverso un'altra competizione. Idem le seconde in C. Una estate in tribunale non sarebbe una bella immagine per il nostro calcio. E l'ennesima mazzata".