Gravina: “Entella? Deve giocare. Giorgetti sa cosa penso. Sosteniamo Mancini. Marotta? Il 23 potrei telefonare…”

Il candidato unico alla presidenza della FIGC, Gabriele Gravina, interviene a “Tutti Convocati” su Radio 24. E parla di tutto, lasciando anche intravedere novità importanti…

di Redazione Il Posticipo

Gabriele Gravina è in procinto di essere il nuovo presidente della FIGC. Intervenuto a “tutti convocati”, su Radio 24, il candidato unico alla presidenza ha parlato di tutto. Dal caso Entella alla giustizia sportiva, sino ai progetti di riforma: il candidato sta raccogliendo consensi, probabile che arrivi intorno al 75 per cento. Gravina appare sicuro di sé: con Giorgetti e Malagò c’è sintonia. Ha ben chiare quali le priorità. Mano alla giustizia sportiva e alla Federazione.

ENTELLA – Il candidato alla presidenza FIGC si espone anche sul caso Entella, ormai divenuto spinoso. “L’Entella deve giocare, siamo in attesa degli ultimi passaggi di natura giudiziaria. In ogni caso quello che è successo quest’estate è inaccettabile, 31 dicembre sia un tempo limite per mettere mano a queste vicende. Aspettiamo il 23, voglio sapere se l’Entella debba giocare o no”

RIFORME – La questione scivola inevitabilmente anche sulle riforme. In questo senso è necessario trovare un punto d’incontro con Giorgetti, il Sottosegretario allo Sport cha ha coniato la riforma. In questo senso Gravina è molto chiaro. “Giorgetti conosce le mie idee. Il semiprofessionismo è una modalità per salvaguardare gli interessi dei tesserati che avrebbero i diritti del professionismo. Io farò tutto quello che posso per fare riforme, ma è un potere non esaustivo, non sufficiente. La Federazione non è in grado di esaurire un percorso di riforma, c’è bisogno della collaborazione del Coni e del governo”.

NAZIONALE – Si parla ovviamente di nazionale. L’Italia rischia una clamorosa retrocessione che potrebbe essere un ennesimo danno d’immagine per il nostro calcio. Gravina non può ancora muoversi attivamente, ma sembra avere le idee abbastanza chiare. Il Club Italia e una governance a sostegno della nazionale. “Stiamo lavorando sull’ipotesi del Club Italia, quindi un profilo di un dirigente come direttore tecnico andrà individuato. Marotta? È un nome importante. Ci siamo parlati, è uno dei migliori in Europa ed è richiesto. Io sto al mio posto, dopo il 22 farò un’altra telefonata. La gara di stasera è uno spartiacque. Indossiamo tutti quella maglia azzurra. E’ stato avviato un percorso di rinnovamento, pensare di risolvere i problemi del calcio italiano in pochi mesi è difficile. Bisogna supportare e lasciar lavorare Mancini”. Che riceverà supporto. “Dal 23 avrà una governance e un supporto di riferimento e la Federazione sarà presente per qualsiasi problema gestionale”.

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