Grant spiega…la fortuna di Lampard: “Se io fossi arrivato quarto, Abramovich mi avrebbe spedito in Siberia!”

Grant spiega…la fortuna di Lampard: “Se io fossi arrivato quarto, Abramovich mi avrebbe spedito in Siberia!”

Avram Grant, grande amico del proprietario del Chelsea Abramovich, nel 2008 ha rischiato di vincere la Champions assieme a Lampard. E parlando del suo ex calciatore, spiega che ha fatto bene nella sua prima stagione. Anche se in fondo Frankie deve…ritenersi fortunato!

di Redazione Il Posticipo

Avram Grant rimarrà per sempre celebre come l’allenatore che…ha rischiato di vincere una Champions League. L’israeliano, grande amico del proprietario del Chelsea Abramovich, è stato chiamato nella stagione 2007/08 a sostituire Mourinho e ha fatto così bene che se Terry non fosse scivolato all’ultimo rigore contro lo United sarebbe diventato campione d’Europa. Parlando a Stats Perform News, l’ex tecnico dei Blues si concentra sul tecnico, che poi è anche un suo ex calciatore. Per Grant, Lampard ha fatto bene nella sua prima stagione, con il quarto posto e la possibilità di vincere la FA Cup in finale con l’Arsenal.

SIBERIA – Anche se in fondo Frankie deve…ritenersi fortunato. “Credo che sia stata una buona stagione, specialmente visto come è iniziata, con il Chelsea impossibilitato a fare mercato. Certo, visti gli standard di Abramovich, se qualche anno fa gli avessi detto che sarei stato felice di un quarto posto probabilmente mi avrebbe spedito in Siberia. Ma partendo da quella situazione, credo che sia un buon piazzamento e per Frank un gran risultato. È il suo primo anno in Premier League, certo, come calciatore aveva molta esperienza ma non conta niente quando diventi allenatore. E lui ha fatto bene. I giovani lo conoscevano e lui sapeva come farli giocare, quando farli riposare e quando rischiarli. È una buona base per il futuro”

LEADER – Del resto sul suo ex centrocampista Grant aveva pochi dubbi. “Ero sicuro che avrebbe fatto bene, perchè è sempre stato un leader. Quando parlavo con lui capivo che aveva un occhio diverso per il calcio. Ma nel mio Chelsea c’erano molti leader. Pensavo che Ballack sarebbe diventato un buon allenatore, così come Drogba o Terry, perchè erano ragazzi con molta personalità e che sapevano molto di calcio. Ma ovviamente sapere e basta non è abbastanza, devi trasferire le tue conoscenze ai giocatori, devi avere a che fare con il proprietario, con i media, i tifosi. Ma alla fine, tutto dipende dai risultati in campo. Soprattutto quando sei nei grandi club”. Come Lampard, che alla fine con il quarto posto…ha evitato la Siberia.

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