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Goetze: “Sogno il Barcellona ma ho imparato a pensare prima di scegliere”

(Photo by Maja Hitij/Bongarts/Getty Images)

Mario Götze, per tornare in forma, ha dovuto aspettare di essere ceduto a parametro zero e di unirsi al PSV. Il tedesco ha ritrovato il sorriso ma ora... ha la sua clausola sul contratto, la clausola "dei sogni". Ma è difficile che se ne avvalga.

Redazione Il Posticipo

Ci sono tantissimi giocatori estremamente talentuosi che, per un motivo o per un altro, a un certo punto della propria carriera, scompaiono dai radar. Nella maggior parte dei casi, comincia tutto con un periodo costellato di infortuni. E se al rientro, se non si ha la fortuna di avere un allenatore che dia fiducia, è molto, molto difficile rientrare. Mario Götze, per farlo, ha dovuto aspettare di essere ceduto a parametro zero e di unirsi al PSV. Il tedesco ha ritrovato il sorriso e ora... spera di sfruttare la sua clausola sul contratto.

IL SOGNO - Il tedesco, giocatore chiave nella finale dei mondiali del 2014, ha ricominciato da Eindhoven. Lì ha ritrovato gol, assist, e, soprattutto la fiducia. Ha un contratto valido fino al 2022 ma, stando a quanto riporta Voetbal International, sul suo contratto è stata inserita una clausola "dei sogni". Il ragazzo, qualche giorno dopo la spiega a in un'intervista a 11Freunde: "Giocar con il Barcellona, insieme a Lionel Messi, questo è il sogno. Ma non a qualsiasi prezzo! Ormai dopo aver accumulato una certa esperienza,  penso molto attentamente a chi incontrerò nel mio nuovo club".

 (Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

LA LEZIONE -  Evidentemente il giocatore ha imparato la lezione a Dortmund e Monaco. Nei suoi ultimi anni in Germania, il Campione del Mondo non si è trovato sulla stessa lunghezza d'onda con il tecnico Favre.  "Alla fine ho avuto la sensazione di non essere più decisivo. Mi è stato detto che non si credeva potessi aiutare la squadra. E che al Borussia non c'era più un posto per me". Tutto è diverso, invece al PSV, dove Götze ha trovato la fiducia di un allenatore come Roger Schmidt. "Nel corso degli anni ho imparato ed adesso ho ben  chiaro quanto sia importante uno stretto rapporto con l'allenatore. Penso che la filosofia calcistica di Roger sia intrigante. Mi dà anche la sensazione di fidarsi completamente di me". Insomma, la clausola c'è ma... sembra molto difficile che il tedesco rinunci alla sua realtà ritrovata per rincorrere sogni.